17.04.2025 – 07.30 – «Trieste rimane l’unica città in Italia dove per il 25 aprile non si fa festa ma si commemora soltanto» E’ la denuncia del Comitato 25 aprile, nuova realtà sorta lo scorso autunno, composta da 22 tra associazioni, movimenti e partiti, ognuno con il suo ruolo, storia, approcci e visioni del mondo. Ed è partendo da questa visione che il Comitato si pone in antitesi rispetto a quanto proposto dal Comune di Trieste per il 25 aprile 2025, 80esimo anniversario della liberazione dal nazifascismo. «All’amministrazione comunale giova perciò ricordare – così Fabio Vallon dell’Anpi – che questa data non rappresenta una seconda commemorazione dei defunti». Il Comitato denuncia il fatto che il Comune di Trieste non abbia concesso il patrocinio a un evento che si terrà in campo San Giacomo proprio il 25 aprile. Non solo: secondo l’organizzazione di sinistra, gravi sono anche le modalità imposte dalla Prefettura per la partecipazione alle celebrazioni del giorno della liberazione nella risiera di San Sabba. «Noi non mettiamo in discussione il numero massimo di partecipanti all’evento – ha precisato Vallon – perché 2.200 persone è un numero congruo considerati i limiti legati alla sicurezza, bensì critichiamo le regole d’ingresso alla risiera e la gestione dei flussi, con una militarizzazione degli accessi che va ben oltre il controllo del numero delle persone che vi potranno accedere. Pensare di trattare chi si recherà a San Sabba alla stregua degli ultras da stadio è una cosa che per noi è assolutamente inaccettabile, in quanto crediamo che le forze di Polizia potranno facilmente distinguere un ipotetico facinoroso da chi vorrà solamente celebrare il 25 aprile».
Al “j’accuse” rivolto dal Comitato 25 aprile all’amministrazione comunale, in particolar modo all’assessore alla cultura Giorgio Rossi, si uniscono in coro anche i partiti di opposizione in consiglio comunale. «Il diniego del patrocinio alle iniziative della festa della liberazione da parte del Comune di Trieste è un atto grave – hanno ricordato infatti i consiglieri Giovanni Barbo (Pd), Riccardo Laterza (At), Paolo Altin (Pf) e Alessandra Richetti (M5S) – e le scuse addotte dalla giunta Dipiazza lo rendono ancora più assurdo. Presenteremo una mozione in consiglio per fare in modo che già dal prossimo anno si ponga riparo a questo sfregio sostenendo le diverse attività proposte dal Comitato 25 Aprile».


