21.03.2025 – 09.30 – ‘Le donne, i paesaggi, i baci, le lacrime’. È una poesia che riecheggia un romanticismo di secoli addietro quella di Davide Stocovaz, di recente al debutto in libreria con la raccolta ‘Versi di luce‘ (edito nella collana Eliconia, Le lettere scarlatte, 2025). Lo scrittore, già noto su Trieste news per alcuni racconti e nel mondo della narrativa per il lancio della peculiare opera di fantascienza ‘Tones: Stagione 0’ (Violet Gibson, 2024) con Omar Soffici, si cimenta con una raccolta di poesie moderne dove dominano i sentimenti e la ricerca degli stessi. Dall’iniziale buio emerge il bagliore; ma non è una fredda lampadina elettrica, quanto il verso caldo del poeta.
Disponibile da qualche giorno nelle librerie di Trieste e online nei solito store, ‘Versi di luce’ verrà presentato sabato 22 marzo alle ore 18, presso la libreria Dedalus-Minotauro in via Torrebianca 21/a; successivamente, nella cornice di ‘Un libro per la SGT 2025’, verrà presentato venerdì 11 aprile, ore 18, nella sala Museo della Società Ginnastica Triestina.
Ma come mai Stocovaz si è dedicato alla poesia? “Il mio primo approccio alla poesia arriva in parallelo alla narrativa – spiega l’autore – inizio come scrittore di racconti, tuttavia già quando ero adolescente, onde esprimere le mie emozioni, mi ero avvicinato al mondo poetico. Un approccio però molto ingenuo; poi solo nel 2022 ho voluto recuperare queste poesie, editandole con la raccolta ‘Sussurri nel vento’ (Edizioni Ensemble, 2022)”.
Invece, con ‘Versi di luce’, “Le relazioni umane e i sentimenti sono gli argomenti maggiormente presenti; sempre più rari in questi tempi così fluidi, eppure così importanti per la formazione dell’individuo. Vi sono poesie di abbandono, dove si cerca un perdono; componimenti invece dove si cerca un amore o si ragiona sulla presenza di un amore duraturo. Il romanticismo, come concetto, è in forte crisi; io invece mi sento un romantico e intendo ridargli voce, riscaldare la fiamma. Non solo nei rapporti uomini-donne, ma anche nelle amicizie e nelle relazioni in generale”.
Per quale ragione Lettere scarlatte come casa editrice? “Li ho conosciuti durante la presentazione di ‘Ero destinato a qualcos’altro‘ di Roberto Maestri ed ero rimasto colpito dalla moderatrice Mariangela Vella; dopo averle sottoposte alcune poesie per una valutazione, anche solo per chiederle se avevano dignità poetica, ha risposto positivamente e abbiamo lavorato insieme all’attuale progetto”.
In quest’ambito si colloca la scelta del dipinto ‘Al chiaro di luna‘ per la copertina… “Glauco Cambon mi ha colpito immediatamente: il focus incentrato, come luminosità, sulla relazione tra le due persone. I due innamorati che, seduti a un tavolo, parlano al chiaro di Luna: un perfetto simbolo della raccolta. Chi leggerà l’intera raccolta avrà modo di notare che si parte dalle tenebre, dal ‘nero’ delle prime iniziali poesie, giungendo ad alcuni ‘schiarimenti dell’anima’ e infine ad alcuni bagliori di luce nel finale. Non si giunge mai ad una luce definitiva, perchè si tratta di un percorso personale: partivo da una situazione (quasi) depressiva e sono poi giunto a un parziale bagliore di luce, di speranza” conclude Stocovaz.
[z.s.]


