Turismo e intelligenza artificiale, dalla Cina giunge la rivoluzione degli agenti IA

29.03.2025 – 07.01 – Il lungo inverno del triennio Covid (2020-22) ha cancellato il ricordo di un elemento chiave del turismo ovvero l’Asia: tanto come destinazione, quanto come bacino di mercato (Venezia e Verona docet per i turisti cinesi, ad esempio) l’oriente ha giocato nel vicino passato un ruolo importante. Questo ritorno che si va già realizzando in Asia – Kyoto è affollatissima di turisti cinesi, ad esempio – si va fondendo con le ultime novità tecnologiche, giunte e adottate prima in oriente che altrove. Proprio infatti in Cina le ultime innovazioni nel campo dell’intelligenza artificiale stanno proiettando il turismo nel suo futuro; in altre parole se si desidera vedere come sarà l’industria del turismo tra qualche anno, se non decennio, occorre recarsi in Asia. Il potenziale di clienti della Cina è noto, ma che cosa si intende per intelligenza artificiale applicata al turismo? La domanda non è estranea dal Friuli Venezia Giulia e della stessa Trieste che beneficiano, in via indiretta, dell’afflusso di turisti orientali presente in Veneto, specie attraverso la direttrice di Venezia.

Schubert Lou, Chief Executive Officer presso il colosso Trip.com, ha raccontato al giornale webintravel che, a seguito di una visita a Singapore, ha constatato come i turisti cinesi siano in media più giovani e più portati all’utilizzo di strumenti tecnologici. Se in occidente il punto di partenza è ChatGPT, in oriente DeepSeek apre la strada, sfruttando a trecentosessanta un modello open source e libero. “Stiamo inserendo l’IA nei nostri prodotti e servizi” spiega Schubert “Ad esempio l’intelligenza artificiale comunica immediatamente al cliente se un rimborso è possibile o meno – e al 95% ha ragione. È come avere al proprio fianco un supervisore esperto”.

In particolare, secondo Schubert, si può proprio parlare di “anno degli agenti di intelligenza artificiale” (Agentic IA o agenti IA); non sono chatbot, ma intelligenze artificiali pensate in questo caso per il turismo, capaci di avere un esteso range di azione. Ragionano, decidono, navigano autonomamente il web. Se le procedure per automatizzare il rimborso sembrano ben avviate, altrettanto non si può scrivere per le prenotazioni; tante sottigliezze come scegliere il posto sull’aereo adatto sono al di là delle competenze delle attuali IA. Un agente IA, come avverte il nome, non si limita però ad obbedire a schemi rudimentali di azioni da compiere, ma è capace di muoversi autonomamente, rielaborando a proprio giudizio il proprio corso d’azione, purché il risultato sia quanto richiesto dal committente.  La richiesta posta dal cliente viene divisa, smontata in più parti, attingendo al contempo per la soluzione nelle banche di dati fornite a disposizione. L’agente IA è anche in grado di adattarsi a seconda della piattaforma utilizzata: Whatsapp, browser da computer, app e così via.

È difficile comprendere se e come gli agenti IA sostituiranno i tradizionali consulenti di viaggio. In parte, per i viaggi in paesi o Regioni sicure e accessibili, ciò avviene già; pochi utilizzano le agenzie di viaggio per la settimana di relax in estate in Italia.
“In momenti di incertezza non vogliamo dipendere da agenti IA – spiega Shu – ad esempio quando il mio volo è stato appena cancellato e c’è una certa ansia. Dipende però molto dal cliente; le persone anziane preferiscono gli esseri umani, la Gen Z è spesso favorevole a lavorare con un agente IA”.
Shu in generale vede nel breve termine un futuro ibrido: esseri umani come interfaccia, IA nei retroscena “dove uomo e macchina dovranno lavorare insieme”.
Al di là dell’effettiva efficacia degli agenti IA e/o della loro implementazione sul mercato, il loro utilizzo è già realtà in Asia. Il futuro in altre parole è arrivato, ma non è ancora equamente distribuito.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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