22.03.2025 – 13.32 – Un totale di 10 persone arrestate e altre 29 denunciate in stato di libertà: è il primo bilancio dell’operazione “Fumo del Vesuvio” condotta dal Comando provinciale carabinieri di Trieste e avviata a seguito di una serie di truffe perpetrate ai danni di anziani sul territorio ai quali è stato fatto credere, da un sedicente avvocato o maresciallo dei carabinieri, che un figlio o un nipote avesse avuto un incidente. Le indagini, coordinate dalla Procura di Trieste e tuttora in corso, sono iniziate nell’estate 2023. Un’ottantina i fascicoli aperti, mentre le truffe scoperte – come è stato spiegato oggi durante una conferenza stampa – sono per ora 38. Circa 150mila gli euro di proventi recuperati finora. Dall’arresto di un uomo di 45 anni, di origine campana, gli investigatori sono riusciti a ricostruire il modus operandi, i vari passaggi e i vari ruoli del disegno criminale: viene individuata una zona da attaccare che gli “esattori”, ovvero chi preleva le somme dalle vittime, raggiungono nella prima mattinata. In quello stesso momento alcuni “centralinisti” (ubicati in località remote, in particolare nell’area campana) fanno telefonate a random finché una vittima cade nel tranello, convinta di parlare con un avvocato o un maresciallo dei carabinieri che gli chiede soldi per aiutare il figlio e il nipote nei guai. Altre figure si occupano di procacciare le Sim telefoniche intestate fittiziamente a persone ignare, del noleggio di autoveicoli, della ricettazione dei preziosi e del reclutamento della manodopera occasione. Gli esattori – pagati a giornata con una somma pari a 150 euro indipendentemente dall’ammontare raccolto – attendono indicazioni per raggiungere l’abitazione della vittima e prelevare contanti e preziosi. Arrivano in città usando anche il treno e poi il taxi.
Le indagini, svolte anche con il coinvolgimento dell’Arma di Napoli, hanno quindi acclarato l’esistenza di una struttura piramidale con al vertice organizzatori, dando la sensazione di muoversi – spiegano i carabinieri – da un punto di vista investigativo, in un ambiente di criminalità organizzata. Da questi accertamenti è stato possibile scoprire e in alcuni casi prevenire truffe in tutto il Nord Italia. Ulteriori soggetti sono stati individuati ma soprattutto è stato possibile scoprire e in alcuni casi prevenire truffe perpetrate in tutto il Nord Italia, sicuramente in Friuli Venezia Giulia, ma anche in Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Marche. L’attività investigativa è ancora in corso. «Il mondo è una giungla – ha detto il procuratore della Repubblica di Trieste Federico Frezza – bisogna difendersi e autoproteggersi e soprattutto stare sempre attenti». Questi sono «fatti da cortile di casa e ci riguardano da vicino, chi viene truffato per cifre importanti va incontro ad un vero tracollo economico – ha sottolineato ancora – pesante ed irrecuperabile ma anche psicologico». Gli anziani vengono solitamente contattati al numero fisso dai truffatori: «Non sono mai casi isolati e spesso non si tratta di un solo indagato ma di una rete alle sue spalle, non è un fenomeno facilmente stroncabile dunque occorre mantenere alta la guardia». Sebbene si tratti di un fenomeno nazionale, a Trieste assume un carattere particolarmente significativo vista la composizione demografica della popolazione residente.
[e.b.]


