Nuovo strumento di ricerca donato all’Oncoematologia del Burlo da parte dei coniugi Obizzi

12.03.25 – 17:45 – Un’importante donazione all’ospedale Pediatrico di Trieste IRCCS Burlo Garofolo da parte dei coniugi Ester e Dario Obizzi, grazie alla quale la struttura ha ricevuto un AutoMac Neo destinato al reparto di Oncoematologia.
Tale strumento consente di svolgere sperimentazioni per produrre linee cellulari in laboratorio e va ad affiancarsi al già presente strumento Prodigy, funzionale ai fini del trapianto di cellule staminali ematopoietiche migliorandone l’efficacia e riducendo la potenziale tossicità.

“Già a inizio 2023 avevamo potuto acquisire, grazie a una generosa donazione di Agmen, un macchinario denominato Prodigy che permette di realizzare la manipolazione cellulare su cellule staminali ematopoietiche raccolte ai fini del trapianto. In parole semplici, ci permette di separare, all’interno della sacca cellulare prelevata dal donatore, le linee cellulari più “utili” ai fini trapiantologi da quelle potenzialmente dannose per il ricevente, con una metodica automatizzata e altamente innovativa – spiega il dottor Marco Rabusin, direttore dell’Oncoematologia del Burlo – Siamo particolarmente grati di questa donazione della famiglia Obizzi perché ci permetterà di produrre ulteriori linee cellulari nel laboratorio di ricerca e, qualora gli esperimenti vadano a buon fine, potremmo ulteriormente incrementare la nostra capacità di manipolazione cellulare”.

AutoMac Neo è un apparecchio relativo alla parte sperimentale che precede l’applicazione su Prodigy e che permette di velocizzare la produzione di linee cellulari nonché apporta un significativo risparmio di costi. Di conseguenza, l’aumento della capacità di manipolazione con questa dotazione tecnologica amplia l’offerta trapiantologica dell’Istituto e la possibilità di eseguire trapianti in pazienti complessi che non hanno donatori compatibili.

La donazione da parte dei coniugi Obizzi nasce dalla volontà di ringraziare il Burlo per le cure prestate al figlio ammalato di leucemia. “Si è trattato di un’esperienza forte e impegnativa come genitori, ma è stata anche l’occasione per conoscere una realtà di professionisti, medici e infermieri, molto capaci e professionali. Tanto più, quando, a seguito degli strascichi dovuti agli effetti collaterali delle cure, il dottor Rabusin e il Burlo si sono subito attivati per far prestare ulteriori cure a nostro figlio sia a Cattinara sia a Firenze, mettendoci in contatto con una rete di professionisti per cercare di limitare i problemi”, affermano i due.

All’incontro di ringraziamento formale presso l’ospedale pediatrico erano presenti, oltre ai coniugi Obizzi, il direttore dell’Oncoematologia del Burlo, Marco Rabusin; il direttore generale dell’Istituto, Francesca Tosolini; il vicedirettore scientifico dell’Irccs, Luca Ronfani; la presidente di Agmen, Franca Sirotich in Casalaz; la coordinatrice infermieristica dell’Oncoematologia, Antonella Longo; e la ricercatrice sanitaria bionformatica del Burlo, Stefania Braidotti.

[e.s.]

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