Comitato No Ovovia, la battaglia non si ferma. Nuovo ricorso al Tar contro il Decreto Salvini che stanzia 48,8 milioni

19.03.2025 – 13.43 – Non cenna a placarsi la battaglia del Comitato No Ovovia contro il progetto della cabinovia che collegherà il Porto Vecchio al Carso triestino. Un nuovo ricorso è stato presentato a fine febbraio al Tribunale amministrativo regionale contro il Decreto Salvini che prevede lo stanziamento di 48,8 milioni di euro per la realizzazione dell’opera. Era il 4 dicembre del 2024 quando il ministro delle Infrastrutture, in visita a Trieste, assicurava che «il finanziamento per l’ovovia è già coperto, conto che i cantieri possano partire entro l’estate dell’anno prossimo, e decine di migliaia di persone possano muoversi in maniera sostenibile entro l’estate del 2027. Il finanziamento è assolutamente coperto». In quell’occasione, Salvini aveva anche sottolineato: «Su questa infrastruttura andate avanti, perché è strategica. Ci tengo particolarmente a questo progetto. Mi hanno votato per ammodernare il Paese e questo devo fare”. Il progetto, del costo di oltre 60 milioni di euro, inizialmente rientrava nei fondi del Pnrr, dai quali poi è stato stralciato. Ad oggi il numero uno del Comitato No Ovovia William Starc attacca: «Riteniamo che ci siano state delle forzature posto che, al momento attuale, abbiamo solo il decreto Salvini che demanda ad un atto successivo dei dirigenti ministeriali di disciplinare le modalità di erogazione». Dunque spiega: «Abbiamo ritenuto di fare ricorso perché emerge che il Comune di Trieste non è mai stato in graduatoria nel bando che è stato finanziato e che riguardava anche Padova e il Pfte (progetto fattibilità tecnico economica) era uno dei requisiti  per poter accedere a quei finanziamenti ma il Pfte, nella data di scadenza del bando, non era predisposto».

Originariamente i fondi europei ammontavano a quasi 49 milioni: «Sono stati riconfermati da Salvini – sottolinea Starc – ma il Pfte si è chiuso a 68 milioni e 700 mila euro. Alla differenza si faceva fronte con un finanziamento speciale che il Governo aveva stabilito con risorse complementari a supporto di progetti Pnrr ma questo finanziamento c’è ancora o no?» è l’interrogativo posto dal Comitato. Starc spiega: «Perché questo vorrebbe dire che sì nel decreto Salvini ci sono 48,8 milioni ma gli altri 14 chi li tira fuori? Il Comune di Trieste? Non abbiamo riscontri ed è stata persa un’altra occasione, perché con la perdita del finanziamento e l’assegnazione di fondi Pnrr a Padova si è dimostrato che i soldi si potevano usare per il Tram. Continuiamo a pensare che su questo progetto non ci sono i presupposti finanziari per andare avanti». Sul fronte della giustizia amministrativa, il Comitato fa sapere di aver depositato delle memorie a seguito dell’ordinanza emessa dal Tribunale alla Regione, quest’ultima ha presentato una serie di documenti «che abbiamo contro dedotto». La prossima udienza è prevista per il 16 aprile.

[e.b.]

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