22.12.24 – 08:00 – ‘La smonta la prossima?’ Quante volte l’autista di autobus Davide Destradi avrà sentito questa frase dalla sua cabina di guida, tanto da scriverci ben due libri. Tra le pagine de “La smonta la prossima? Una vita in corriera” (2021, Bora.La) e “Quando la parti? Una storia di trasporto, emozioni e capolinea” (2023, Bora.La) sono racchiusi aneddoti e racconti quotidiani, al tempo stesso prova di un’osservazione della società che cambia. Perché sì, da comune mezzo di trasporto, l’autobus si trasforma in un vero e proprio teatro che riflette le relazioni e le dinamiche sociali che spesso passano inosservate.
Se prima i passeggeri potevano intrattenersi di più in chiacchiere, adesso sull’autobus si parla poco, tutti incollati sullo schermo del proprio cellulare. L’autore triestino è però riuscito a salvare le ‘perle’ che in 30 anni di servizio ha sentito mentre era al volante, raccogliendo scenette divertenti e incomprensioni linguistiche, soprattutto con i nuovi colleghi del sud Italia che ben poco capiscono del dialetto triestino. Dei giochi di parole che sembrano proprio far parte di un copione teatrale, tanta è la simpatia che ne deriva.
“E’ un incontro tra dialetti che crea delle crasi linguistiche molto spiritose. Come quella volta che un collega scambiò la parola “berretta”, il cappello invernale, con una marca di pistola, chiamando addirittura la polizia”, racconta Destradi. Oppure quando le loro facce apparivano confuse al sentir nominare il termine “cucherle“.
O ancora, quando un passeggero gli si avvicinò e gli propose: “se ghe dago do biscotti la pol partir prima?”
“Ho voluto scrivere i miei libri in un dialetto che fosse comprensibile, moderno, così da essere letto in tutta Italia. Il dialetto ‘doc’ adesso viene parlato solo dalle persone più anziane – continua l’autista-scrittore – Ho raccontato gli episodi che mi hanno più divertito ma anche fatto riflettere, e la lettura del libro può essere fatta a piacimento, ‘salendo’ o ‘scendendo’ dai capitoli come si vuole”. Come direbbe l’autore, “no se sali e no se scendi ma se monta e se smonta, no se prendi l’autobus ma se ciapa la coriera e no se oblitera l’abbonamento ma se timbra la tessera“.
Un progetto che incuriosisce e spinge alla scoperta, ma anche alla condivisione. Infatti, dopo l’uscita della prima scrittura, sempre più persone hanno contattato Destradi con la volontà di condividere le loro storie; da qui, la nascita del romanzo “Quando la parti? Una storia di trasporto, emozioni e capolinea”, nel quale si susseguono racconti di cittadini triestini che aspettano di ripartire dopo che l’autobus è rimasto bloccato a Grignano per il maltempo.
Il dialetto triestino, dunque, è stato il punto di partenza per progetti che sono diventati di ampia portata. Infatti, il Gruppo Teatrale ‘La Barcaccia’ ha realizzato uno spettacolo basato su ‘La smonta la prossima?’, scritto dalla commediografa del Teatro dei Salesiani Nicoletta Destradi, e un deejay di Forlì, Tony Luparello, ne ha persino fatto una canzone riprendendo il testo del libro.
Dal volante alla penna fino al palcoscenico, ecco che il triestino Destradi è riuscito a mettere in primo piano il dialetto locale in una veste nuova, affidando ad esso il ruolo di testimone di una società che cambia che tra una parola e l’altra.
Per i più curiosi, lunedì 23 dicembre al primo piano del Mercato Coperto alle ore 17.30 si svolgerà lo spettacolo “Do ridade con Dade”, ad ingresso libero. Perché alla fine do ridade sono sempre assicurate, dentro o fuori la corriera.
[e.s.]


