Fisica Medica, a dieci anni dal Master di Trieste per i paesi in via di sviluppo

13.12.2024 – 07.01 – Molti dei fisici medici che lavorano negli ospedali e nelle cliniche dei paesi in via di sviluppo, dall’Africa al Medio Oriente, hanno un elemento in comune e quell’elemento è Trieste. Proprio nel capoluogo giuliano, all’interno dell’Università degli studi di Trieste, esiste un master di II livello in Fisica Medica che forma specialisti provenienti dai più disparati paesi, grazie a una collaborazione internazionale tra UniTS e l’International Centre for Theoretical Physics (ICTP). E oggi, venerdì 13 dicembre, ricorrono con la ‘Graduation Ceremony‘ i primi dieci anni dall’istituzione del master, concepito come un percorso formativo coerente con le linee guida internazionali formulate dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA).
L’Agenzia offre anche borse di studio a laureati magistrali in fisica che vogliano intraprendere questo mestiere, fornendo una formazione apposita a chi proviene da paesi che non hanno quest’opzione; la radioterapia è d’altronde notoriamente impegnativa, richiedendo competenze specialistiche onde essere adoperata.
Il corso, del quale inizierà nel 2025 il nuovo ciclo, prevede un primo anno di lezioni ed esercitazioni a cui segue un secondo anno di tirocinio clinico supervisionato svolto presso un’ampia rete di ospedali italiani, grazie al sostegno dell’Associazione Italiana di Fisica Medica (AIFM). Il programma è inoltre accreditato dall’Organizzazione Internazionale di Fisica Medica (IOMP).

Ma chi è il fisico medico? “È una professione poco vista dal paziente, ma fondamentale – spiega Renata Longo, direttrice del Master – si occupa di garantire che le radiazioni vengano utilizzate in maniera ottimale, tanto nella terapia quanto nella diagnostica, spaziando dalla radioterapia, alla radiologia, fino alla fisica nucleare.
È una figura che richiede la collaborazione con tutti i professionisti: col radiologo, col medico nucleare, ma senza trascurare gli ingegneri delle ditte che producono le TAC, le risonanze, gli acceleratori lineari per il trattamento dei tumori e così via.
La professione si è molto evoluta negli ultimi anni, con tecniche molto più precise e potenti a confronto col passato; però anche le competenze richieste sono sempre più alte”.

Tuttavia, cosa distingue il master triestino dagli altri nella penisola? “Il master di Trieste è particolare, perché supporta la professionalità dei fisici medici che non avevano possibilità di fare il master nel paese straniero di provenienza; circa 200 professionisti si sono formati a Trieste e quasi tutti sono tornati nei paesi di origine, divenendo formatori a propria volta”.

La provenienza è in tal senso variegata, racconta Longo: “Il 48% giunge dall’Africa, il 22% dall’Asia, il 21% dall’America Latina, l’8% dall’Europa e l’1% Oceania; inoltre oltre il 30% sono donne”.
Qualche esempio concreto? “Tra i ragazzi che si laureano oggi c’è un ragazzo della Guyana, una ragazza dell’Omar, un giovane del Camerun, poi andiamo in Congo, in Bielorussia, in Uzbekistan, in Kirghizistan, in Kazakhistan, in Namibia, a Malawi, a Trinidad, in Colombia, in Georgia, in Iran… La maggior parte poi conserva il ricordo dell’Università e dell’ospedale dove hanno fatto tirocinio” conclude Longo.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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