02.12.2024 – 15.30 – Una parata di stelle del Jazz nazionale e internazionale, tra cui Stefano Bollani, chiamato a far da “ponte” tra culture e generazioni. Succede con “Ponte a NordEst”, un progetto a cura dell’Associazione Euritmica sostenuto dalla Regione FVG e in procinto di approdare a Gorizia, dal 13 al 16 febbraio nell’ambito di GO! 2025 e poi a Trieste, nella serata del 17 dello stesso mese sul palco del Politeama “Rossetti”.
Il piano appare intrigante e racchiude l’arrivo in regione del gruppo Stefano Bollani All Stars, una band guidata dal celebre pianista Jazz coadiuvato da una formazione eccellente che annovera il trombettista Enrico Rava, il batterista Roberto Gatto, Paolo Fresu, anche egli trombettista, e poi il contrabbassista Ares Tavolazzi, Daniele Sepe al sassofono, Antonello Salis alla fisarmonica, senza contare gli ospiti come il chitarrista Christian Mascetta e la pianista Frida, la figlia dello stesso Stefano Bollani.
Insomma, una sorta di “Avangers” del jazz nostrano e internazionale, qui assemblato per un percorso che punta a dipingere il cartellone di GO!2025 e a rinverdire il legame tra Trieste e il Jazz d’autore. Sono due i percorsi che la “Stefano Bollani All Stars” disegnerà nell’arco delle puntate in regione nel prossimo febbraio. L’approdo a Gorizia appare più composito, inteso in chiave di residenza e quindi di incontri e confronti con le scuole e gli artisti della zona dediti al Jazz.
A Trieste la proposta si traduce con un concerto serale al “Rossetti” (20.45) e con diversi spunti illustrati stamane in collegamento video da Stefano Bollani, intervenuto nel corso della conferenza tenutasi nella Sala “Tessitori” della Regione FVG alla presenza del vicepresidente Mario Anzil, di Romina Kocina, direttrice del Gruppo Europeo Cooperazione Territoriale, e di Giancarlo Velliscig, presidente di Euritmica: “Porteremo in regione un gruppo di grandi artisti che si conoscono tra loro ma che non hanno in pratica mai suonato assieme – ha premesso Stefano Bollani – la notizia quindi è che i jazzisti saranno sottoposti a prove…Ognuno porterà un brano della tradizione popolare di sua scelta e lo elaboreremo – ha aggiunto il pianista – il concerto verrà così costruito nella residenza a Gorizia e proposto poi nella serata a Trieste. Sarà curioso “veder di nascosto che effetto che fa”
Torniamo sugli artisti attesi alla ribalta per costruire il nuovo “ponte” di note e di intenti. Bollani rappresenta attualmente il verbo jazz più popolare e di impatto, grazie non solo alla caratura concertistica al piano ma con la solida attività mediatica televisiva e nei teatri.
Ares Tavolazzi, il contrabbassista, evoca ad esempio l’epoca aurea del Progressive Rock italiano, lui faceva infatti parte degli Area di Demetrio Stratos.
E poi Enrico Rava, tra l’altro di origine triestina, e Paolo Fresu, due che divulgano il culto della tromba Jazz nel mondo, sui palchi e in cattedra. Roberto Gatto è tra i massimi interpreti del genere, già eletto negli anni ’80 come “miglior batterista italiano” dalla rivista “Fare Musica”. Antonello Salis ha cesellato la fisarmonica ai massimi livelli sul piano jazzistico mentre il sassofonista napoletano Daniele Sepe, tra studio e attività da turnista ha trovato il tempo per pubblicare un album nel 1998, “Lavorare stanca”, tributato dal Premio “Tenco”quale miglior lavoro in dialetto.
[f.c]


