23.12.24 – 08:30 – Quanti sono i triestini importanti dimenticati?
Molti furono protagonisti della grande storia di Trieste emporio dell’Impero. Il recupero del Porto Vecchio sarà occasione per intitolare a questi grandi personaggi nuove strade che si creeranno nel comprensorio portuale. E’ necessario vigilare per evitare che l’area venga snaturata con nomi di tutte le epoche ed estrazioni, che nulla hanno avuto a che fare con quei luoghi e funzioni.
L’Associazione Triestebella APS ha presentato alla città alcuni nominativi di personaggi che sarebbero meritevoli di essere ricordati in vie o luoghi del Porto Vecchio, o in altri luoghi della città. A fianco di questi si aggiungono altre misure di riqualificazione dell’arredo urbano nel centro storico quali totem o colonnine a fianco di monumenti, rivolte ad arricchire l’esperienza triestina dei visitatori turistici e la stessa conoscenza della loro città per molti residenti.
Dopo una prima fase di istruttoria e colloqui verranno formalizzate le richieste ufficiali all’Ufficio Toponomastica.
Ecco quali sono i nomi dei personaggi triestini proposti:
CARL WEYPRECHT (1838-1881)
Ufficiale della Marina austriaca originario dell’Assia, triestino d’adozione, organizzò e diresse la Spedizione Polare austro-ungarica del 1872-1874 che portò alla scoperta della Terra di Francesco Giuseppe, con memorabile ritirata a piedi verso l’Europa. Rientrato a Trieste, concepì e avviò alla sua realizzazione l’Anno Polare Internazionale del 1882-1883, progetto di ricerca scientifica internazionale che, con varie tappe, è andato implementandosi sino ai giorni nostri, fino a diventare il più vasto della storia, andando a comprendere pressoché tutte le nazioni del mondo.
BERNHARD VON WÜLLERSTORF-URBAIR (1816-1883)
Triestino di nascita, ufficiale di Marina (raggiunse il grado di Viceammiraglio) e scienziato, già a soli 33 anni fu nominato Direttore dell’Osservatorio Astronomico di Venezia dove inventò e applicò il primo cavo elettrico sottomarino. Dal 1857 al 1859 comandò la fregata Novara nel suo viaggio diplomatico, addestrativo e scientifico attorno al mondo. Ministro del Commercio dell’Impero, avviò la realizzazione del Porto Nuovo di Trieste, oggi Porto Vecchio, potenziando pure la rete ferroviaria dell’Austria-Ungheria. Creò pure la Commissione Adriatica, promotrice e coordinatrice di tutti gli studi oceanografici dell’Impero, quindi pure quelli sviluppatisi a Trieste, fino al 1918. Fu Presidente della Commissione Polare organizzatrice della Spedizione Polare austro-ungarica del 1872-1874.
GIORGIO ZANINOVICH (1876-1946)
Nato a Spalato, figlio di Antonio Zaninovich eroe della Spedizione Polare austro-ungarica del 1872-1874, quale architetto dello Jugendstil nella scuola di Otto Wagner, visse e operò a Trieste realizzando numerosi edifici pubblici e privati e, alle dipendenze dei Magazzini Generali di Trieste, fu incaricato della progettazione di alcuni dei più significativi edifici dell’allora Porto Nuovo, oggi Porto Vecchio, quali la sua Entrata Monumentale in Largo Santos e la Sottostazione Elettrica.
EDOARDO DE OREL (1877-1941)
Figlio di Eduard von Orel, ufficiale di Marina eroe della Spedizione Polare austro-ungarica del 1872-1874, nasce a Miramare dove il padre, dopo la Spedizione Polare, era divenuto Amministratore del Castello che fu di Massimiliano.
Entrato nella Scuola Cadetti di Trieste, divenne un valente topografo inventore, nel 1909, dello stereoautografo, l’apparecchio brevettato presso la Zeiss di Jena che aprì ai topografi la tecnica della fotogrammetria, grazie a una scuola aperta dallo stesso Orel in pochi anni diffusasi in tutto il mondo. Dimessosi dall’Esercito aprì, a Vienna, la prima ditta al mondo specializzata nei lavori fotogrammetrici. Quale cittadino di Trieste, dopo la Prima Guerra Mondiale ottenne la cittadinanza italiana e, trasferitosi a Bolzano, ebbe ancora il tempo di inventare e brevettare l’impaginatore automatico, oggi presente in tutte le stampanti.
DIEGO DE HENRIQUEZ (1909 – 1974)
Nato e vissuto a Trieste, diplomato dell’Istituto Nautico, fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale lavorò per diverse compagnie di navigazione venendo quindi incaricato, nel periodo bellico, del recupero di reperti bellici nei territori occupati dalle Forze Armate italiane al fine della realizzazione di un Museo della Guerra. Tale opera continuò pure nel periodo dell’occupazione tedesca 1943-1945. Nei giorni del maggio del 1945 si adoperò sia quale interprete nei rapporti fra jugoslavi e neozelandesi, sia nelle trattative per la resa delle truppe tedesche ancora asserragliate in città. Conquistatane così la fiducia, ottenne l’autorizzazione del Governo Militare Alleato a continuare nella sua opera di raccolta di reperti bellici. Di notevole importanza, in tale contesto, fu il recupero di due sommergibili tascabili tedeschi autoaffondatisi a Sistiana.
È in quegli anni che De Henriquez collabora con lo svizzero Jaques Piccard nel progetto scientifico-esplorativo che porterà alla realizzazione del batiscafo che, anche per questo, prenderà il nome di “Trieste”.
La sua opera di raccolta continuerà pure dopo il ritorno di Trieste all’Italia. Fu alla fine nominato, dal Comune di Trieste Presidente del neocostituito Consorzio per la realizzazione del Museo della Guerra, del quale non vedrà però la realizzazione morendo, in circostanze mai chiarite, il 2 maggio 1974.
Oggi il “Museo della Guerra per la Pace Diego de Henriquez”, finalmente realizzato, è uno dei più importanti non solo della città ma, nel suo genere, pure a livello internazionale, e attende di essere ulteriormente sviluppato con quanto ancora rinchiuso nei depositi.
ELISA BREIG (1803 – 1870)
Dama di compagnia di Carolina Bonaparte, vedova di Gioacchino Murat, visse gran parte della sua vita a Trieste, e precisamente a Villa Murat, fino alla sua morte. Allieva dell’insigne botanico tedesco Carl Koch, il quale un giorno affermerà “Tutti i botanici erano ansiosi di entrare in relazioni di scambio con questa signora”, a Trieste collaborò con i botanici Bartolomeo Biasoletto e Muzio de Tommasini realizzando, nel corso delle sue numerose campagne di studio nell’interno dell’Istria, diversi erbari oggi custoditi nel Civico Museo di Storia Naturale.
Nel parco di Villa Murat realizzò un giardino botanico di livello le cui specie – alcune pure molto rare – nel 1871 andarono a costituire una parte significativa del Civico Orto Botanico, che due anni dopo sarà aperto al pubblico.
MARTA FURLANI (1886-1974)
Nata a Trieste, prima donna ad essere laureata in geologia presso l’Università di Vienna e prima e unica donna a diventare Presidente della Società di Geologia Austriaca. Maritatasi con il geologo Hans Peter Comelius, di concerto i due studiano a fondo la geologia delle Dolomiti, del Salisburghese e dell’area del Ticino, firmando assieme numerosissime pubblicazioni. Dopo la scomparsa del marito continuerà – ora a nome proprio – negli studi geologici, fino alla sua morte.
Ecco le proposte di riqualificazione urbana:
- Monumento all’Arciduca Ferdinando Massimiliano di Piazza Venezia, opera del rinomato scultore di Dresda Johann Schilling.
- Monumento a Elisabetta d’Austria di Piazza della Libertà, opera dello scultore viennese Franz Seifert
- Monumento a Josef Ressel prospicente l’entrata del “Canal Grande”, opera dello scultore triestino Giorgio Del Ben. La targa posta ai piedi della statua è ben poco leggibile.
- Monumento Tallero di Maria Teresa, al momento è illustrato solo da una targa posata a terra con scritto “moneta”!
- Il “totem” posto all’esterno di Villa Necker non fa cenno al fatto che tale edificio fu sede del Comando Distrettuale della Marina austriaca.
- Monumento all’imperatore Carlo VI di Piazza Unità: al creatore del porto franco è dedicata una targa poco visibile ai piedi della colonna che regge la statua
[e.e.]


