Baby gang, Movimento Lotta Studentesca all’attacco. “Ennesimo fallimento dell’integrazione dei figli di immigrati”

15.11.2024 – 08.00 – «Ci troviamo davanti all’ennesimo fallimento della tanto desiderata integrazione dei figli di immigrati nati in territorio italiano, parliamo di giovani cresciuti senza un’identità e che poi finiscono nel solito circuito: risse, spaccio, furti e violenze». Il Movimento Lotta Studentesca del Friuli Venezia Giulia si fa sentire sul fenomeno dilagante delle baby gang, gruppetti di minorenni che mettono in atto azioni di microcriminalità organizzata nei quartieri delle città. «La maxi rissa alla stazione di Pordenone, insieme agli altri recenti avvenimenti a Udine, Trieste e Gorizia, hanno messo in allarme le principali città del Friuli Venezia Giulia – si legge in una nota diffusa dal Movimento – secondo le statistiche la nostra è una delle regioni più “sicure” d’Italia, eppure ci siamo svegliati da questo sogno». Dunque prosegue: «Ed in mezzo a tanta ipocrisia, non ci si rende conto che sono proprio gli italiani a pagarne le conseguenze, perché costretti magari a non girare in certe zone la sera, visto che frequentate da delinquenti e spacciatori, come già succede in molte altre città». Dunque l’attacco alla politica: «Le risposte le sappiamo a memoria: magari aumenteranno i controlli nelle stazioni e nei centri urbani, ma chi commette i reati sarà sempre impunito o comunque, con una pena irrisoria, che gli permetterà di tornare a piede libero. L’abbiamo visto fin troppe volte questo copione».

Secondo il Movimento «la risposta delle istituzioni deve essere ferma: niente ius scholae o decreti insegnamento, che posso o solo favorire fenomeni del genere, ma più sicurezza, con conseguenze per chi commette reati e più aiuti ai nostri giovani, che in certi casi non riescono nemmeno a pagare i libri necessari per l’anno scolastico». Contattato telefonicamente, Riccardo Zanini spiega: «Continueremo e aumenteremo le passeggiate per la sicurezza su tutto il territorio regionale, a nostro avviso ci devono essere più controlli dove c’è più movida e più movimento anche in orario serale. La preoccupazione di ogni famiglia italiana è quella legata alle uscite serali dei propri figli, in questo sta la gravità, dove siamo finiti? In un Far West? Un semislogan potrebbe essere “emargina la baby gang e vieni con noi”». Sulla problematica delle baby gang è intervenuto in questi giorni anche il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga secondo il quale «bisogna agire a monte intervenendo sulle cause, collaboriamo con le Forze dell’Ordine e cerchiamo di capire con uno studio specifico dove persistono le criticità legate a questi fenomeni, sicuramente l’immigrazione di seconda generazione e questo fa capire che c’è un problema serio di integrazione nel nostro modello sociale».

Occorre dunque «capire da che contesti provengono queste persone, chi compie atti del genere va punito ma occorre anche agire sulla prevenzione». Secondo il consigliere regionale di Forza Italia Roberto Novelli: «Chi si mette un coltello in tasca non pensa a difendersi ma compie un gesto grave, irresponsabile e finalizzato a tendere un agguato o, in ogni caso, a compiere un atto deliberatamente violento. Da mesi risse, zuffe e aggressioni sono all’ordine del giorno, stiamo pericolosamente sdoganando anche il ricorso alle lame: abbiamo a che fare con persone che culturalmente sono portate a impugnare il coltello con la stessa disinvoltura con cui maneggiano lo smartphone. Servono controlli molto severi e punizioni esemplari per questo bullismo all’arma bianca che miete vittime a scuola, nelle stazioni e anche nelle vie centrali delle città».

[e.b.]

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