Raddoppio Capodistria-Divaccia, come la Slovenia affronta la sfida delle (88) grotte del Carso scoperte

10.11.2024 – 07.01 – Era elemento da tempo di preoccupazione, tanto in Slovenia, quanto in Friuli Venezia Giulia come il secondo binario della ferrovia Capodistria-Divaccia attraversasse il Carso, caratterizzato da una molteplicità di grotte che sono infatti state scoperte durante il percorso. E se l’inaugurazione della ferrovia rimane prevista per il 2026, in Slovenia sono all’opera onde costruire una serie di viadotti all’interno delle gallerie stesse, onde preservare le grotte carsiche scoperte. Il tratto, della lunghezza di 27 chilometri, annovera infatti 10 tunnel e, per l’intera lunghezza della ferrovia, sono presenti 88 caverne. Tra queste, tralasciando quelle di pochi metri, sono presenti tre grandi cavità; la più lunga misura quasi un chilometro di lunghezza (800 metri) e la più profonda scende a 170 metri sottoterra. Onde aggirare il problema la compagnia responsabile delle costruzioni ha infine scelto di costruire 5 ponti sottoterra che ritarderanno il completamento della linea ferroviaria tuttavia solo per uno o due mesi. Consideriamo come la seconda linea Capodistria-Divaccia dovrebbe venire percorsa da treni merci di 740 metri con 2500 tonnellate di peso, con velocità stimate sui 160 chilometri all’ora, appare fondamentale garantire la stabilità delle gallerie.

Non è solo una problematica di carattere ambientale o legata alla portata dei treni; le due grotte di maggiori dimensioni conoscono anche periodiche alluvioni dalle piogge in superficie e dai fiumi sotterranei. Presso Lokev il tunnel percorrerà un ponte di 26 metri e presso invece Beka sono previsti due ulteriori viadotti sotterranei di 25 e 40 metri ciascuno. In altri paesi del mondo e nell’esperienza con gli ambienti sotterranei di solito ci si limitava a riempire la grotta di materiale edile, poi cementandola; in questo caso si è scelto di preservare la grotta sottostante costruendo appositi ponti in grado di reggere il traffico ferroviario. Al di là della sfida delle grotte, la costruzione della ferrovia prosegue come dalle stime iniziali; allo stato odierno stanno venendo gettati i primi effettivi binari nelle linee all’aperto da Koper verso Divača.
La costruzione viene monitorata con attenzione dagli operatori di logistica italiani presso il porto di Trieste, perchè consentirà alla rivale Koper di superare il suo principale difetto, ovvero i collegamenti ferroviari spesso troppo limitati, troppo affaticati dalla mancanza di un entroterra sufficientemente ampio (problema questo presente anche a Trieste). La costruzione della linea ferroviaria, anni fa, era stata oggetto di violente critiche da parte della Regione e delle associazioni ambientaliste, senza però che seguisse alla critica verbale una qualche azione concreta.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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