26.10.2024 – 10.30 – Migliaia di triestini – almeno tremila stando alle stime della Questura – hanno sfilato in corteo ieri pomeriggio, con partenza alle 17.30 da Piazza Oberdan, per protestare contro il progetto che prevede la realizzazione della cabinovia che collegherebbe il Porto Vecchio al Carso triestino. Striscioni, bandiere, magliette rigorosamente azzurre con lo slogan “no ovovia” hanno animato e colorato le vie del centro cittadino snodandosi fino ad approdare in Piazza Unità. A promuovere la manifestazione pubblica, il Comitato No Ovovia: ««Avremmo preferito trasformare questa manifestazione in una festa visto che ci è stata data ragione dal Ministero dicendo che quest’opera non è finanziabile con il Pnrr – commenta William Starc – ma allo stesso tempo è una sconfitta per la città perché abbiamo perso un’occasione unica di usare 48 milioni per cose che servono veramente e purtroppo quei soldi lì sono persi». Dunque aggiunge: «Abbiamo fatto una verifica da remoto con il Ministero e ci è stato confermato che non c’è più tempo per progetti alternativi quindi questa manifestazione che poteva essere un momento di grande festa è un’occasione per dire definitivamente basta».
Secondo Starc «non ha senso impiegare risorse nuove finanziarie con altri fondi che poi bisogna vedere se saranno reperiti nelle pieghe dei bilanci nazionali stante la situazione finanziaria economica ma soprattutto siamo qui per dire che bisogna voltare pagina e che dobbiamo fare un ragionamento su un trasporto davvero sostenibile che serva a tutta la città e non finalizzato solo al turismo». Presente anche il segretario generale della Cgil Trieste Massimo Marega: «Diciamo no ad un’opera insensata che peraltro è già stata bocciata da chi di dovere, pensiamo ci siano forme alternative di trasporto pubblico ma soprattutto in questa città c’è un problema di condivisione con il territorio di eventuali progettualità, legittime da parte del Comune, ma mai condivise preventivamente con la collettività». “Gli alberi ci vogliono bene, Trieste ama i suoi alberi” recita un grande striscione nelle mani di Paolo Radivo del Comitato spontaneo per la pineta di Cattinara, presente assieme agli altri comitati della rete cittadina: «Siamo solidali con questa battaglia, è necessario dire no a quest’opera che devasterebbe una fascia di alberi immensa e nel mentre esistono treni, autobus e attendiamo che il tram venga ripristinato. Non c’è bisogno di spendere soldi per creare nuove devastazioni».
Sdegno e contrarietà anche tra i cittadini: «Un’opera inutile perché c’è la Bora, perché costa tanto, perché non abbiamo i soldi del Pnrr, perché è un giocattolo per il sindaco». C’è chi sventola una bandiera con raffigurata una grande deiezione canina: «Messaggio eloquente, penso sia un progetto assolutamente assurdo». «Noi non ci fermiamo e continuiamo a protestare» dichiara un’altra signora presente in piazza. Un progetto dunque che continua ad essere controverso quello della cabinovia che prevede quattro stazioni in tutto, la prima sarà collocata sul Molo IV, nel cuore della città. Con un tracciato lineare le cabine raggiungeranno la stazione all’interno del Porto Vivo, l’ex Porto Vecchio, spazio in cui sono in corso diversi interventi di rigenerazione urbana, mentre un’altra sarà costruita a Barcola, vicino al lungomare. Da qui si partirà verso quella di Opicina, sull’altipiano cittadino. Le stazioni inoltre saranno poli intermodali, con parcheggi, bike sharing e fermate dei bus. A Opicina in particolare saranno realizzati 400 posti auto gratuiti. Secondo le stime presentate, l’area del Porto Vivo, una volta riqualificata, vedrà almeno 20mila spostamenti al giorno.
[e.b.]


