10.10.2024 – 14.26 – Si intitola “Baffi d’argento” il progetto del Rifugio Astad di Opicina che punta a creare delle zone maggiormente confortevoli, all’interno della struttura, dove i vecchi cani abbandonati (ce ne sono una cinquantina circa attualmente) possano essere accuditi e accompagnati serenamente verso i loro ultimi giorni o traghettati ad una nuova famiglia per un’adozione del cuore. Già, perché spesso i cani che restano orfani della persona con cui hanno vissuto per lungo tempo passano in un attimo dal divano di casa ad un canile dove terminano così la loro esistenza. L’Astad – Associazione Maria Nora Economo per la Tutela dell’Animale Domestico – è stata fondata nel 1960 dalla baronessa, che costruì a sue spese il rifugio di Opicina, un ricovero per animali abbandonati tra i più moderni ed attrezzati d’Italia del tempo, convinta che l’amore per gli animali fosse amore verso le Creature del Signore e quindi atto indispensabile per stabilire le premesse alla comprensione fra gli uomini. Il complesso comprende 8mila mq di area verde e 740 mq di spazi coperti, ospita una settantina di cani e 140 gatti, con dipendenti e volontari che si occupano in maniera impeccabile della pulizia e mantenimento degli ospiti. L’attività dell’Astad è sostenuta esclusivamente grazie ai soci e alle elargizioni private che permettono di continuare ad accogliere i cani rimasti orfani ma anche quelli di piccola taglia e garantirgli un posto caldo e confortevole dove stare.
Il progetto, presentato sulla piattaforma “Rete del dono”, partner di Barcolana 56, permette inoltre agli equipaggi che partecipano alla Barcolana 2024, di scegliere, in fase d’iscrizione sul sito Barcolana 56, il progetto “Baffi d’Argento” e dispiegare la vela per aiutare gli animali meno fortunati augurando buon vento ai cani abbandonati. Per donare occorre collegarsi alla pagina https://www.retedeldono.it/…/baffi-dargento-caniabbandonati. La collaborazione con Barcolana prosegue già da tre anni. «Alla luce del numero di cani anziani rinunciati abbiamo pensato che, grazie ad una raccolta fondi, sarà possibile creare una zona più confortevole e acquistare cibo adeguato in caso di problemi dentali ma anche di poterli seguire con opportune visite veterinarie ed eventuali farmaci – spiega la vicepresidente del Rifugio Astad di Opicina Emanuela Stancic – il progetto, dunque, nasce per potenziare all’interno della struttura l’area dedicata ai cani più vecchi». La raccolta fondi proseguirà fino a fine anno, partita da circa due settimane ha permesso di raccogliere finora qualche centinaio di euro.
Per quanto riguarda invece, i cani di piccola taglia, questi sono lasciati liberi: «Non ci sono box né aree di sgambamento – prosegue Stancic – ma se qualcuno, per carattere, non va d’accordo con gli altri allora viene messo in un’area a sé stante. I cani anziani, invece, hanno una stanzina tutta per loro dove vengono accuditi al meglio delle nostre possibilità ma senza troppi comfort». La struttura di Opicina si compone di alcuni volontari ma anche di qualche dipendente e ovviamente ci sono dei costi da sostenere. «Ecco perché i progetti servono per fare stare in piedi il tutto – spiega ancora la vice presidente del Rifugio – senza donazioni, questa struttura sarà costretta a chiudere». Chiunque volesse adottare un cane può rivolgersi, dunque, all’Astad: «In estate ci sono meno richieste ma molto dipende dalle persone, tante non sono disposte a seguire l’iter dell’adozione, lo vogliono ora per adesso e quindi o vanno in altri posti oppure si rivolgono a internet». Molto spesso sono le persone anziane a desiderare la compagnia di un amico a quattro zampe «ma occorre trovare il cane giusto – conclude Stancic – che non li faccia cadere a terra o non troppo giovane né vivace ma neanche tanto grande». A rivolgersi all’Astad di Opicina anche tante famiglie e giovani coppie: «Ricordiamo sempre a tutti che i cani vanni gestiti con responsabilità e accudimento quotidiano».
[e.b.]


