di Mario Luethy – 27.10.2024 – 10.20 – E sono otto. Con il risultato maturato contro la Pergolettese sabato in quel di Crema, la Triestina subisce per l’ottava volta l’onta della sconfitta in questo campionato sciagurato. Nonostante gli alabardati abbiano condotto i giochi durante tutta la gara sono andati sotto a fine gara sul solito calcio piazzato portato a buon fine in mischia dal carneade Volpini. A nulla sono valsi gli assalti degli ultimi minuti per tentare di raddrizzare l’ennesimo rovescio. Al fischio finale, la Triestina rimane con le pive nel sacco, sola soletta sul fondo della classifica. L’esordio sulla panchina rosso alabardata del nuovo tecnico Pep Clotet purtroppo non è stato fortunato. La situazione appare davvero complicata e disperata anche perché, alla solita disattenzione difensiva, si aggiunge la cronica incapacità di fare breccia nella difesa avversaria. Anche in terra lombarda si deve registrare un’alabarda spuntata con la punta principale, il lettone Krollis, ancora a secco. Anche il secondo attaccante, il tanto atteso Marco Olivieri non è riuscito a farsi strada tra le maglie della difesa di una Pergolettese tutt’altro che trascendentale, mangiandosi inoltre un’ottima occasione in apertura di ripresa. Ovviamente ci vorrà del tempo affinché Olivieri possa trovare l’intesa necessaria con la punta centrale, ma la Triestina non ha tempo! Di questo passo l’attuale distacco dalla zona salvezza, attualmente di 7 punti, diventerà incolmabile.
“È un momento nel quale gira male tutto quello che può girare male – ha affermato a fine gara Pep Clotet – abbiamo concesso in tutto tre attacchi, due difesi bene e uno no, commettendo un fallo evitabile. Vado però a mettere il focus dall’altra parte, abbiamo creato diverse occasioni con tiri sui quali ho pensato adesso lo facciamo, ad esempio Braima ad inizio gara e Olivieri nella ripresa, dobbiamo segnare perché, se non segni alla fine diventa un terno al lotto e rischi di pagare. Oggi la Triestina qualche gol doveva farlo e dobbiamo mettere il focus su quello. È vero che quel gol preso alla fine è un po’ l’immagine attuale di questa stagione, ma sono convinto e fiducioso anche dopo quello che ho visto oggi, che con molto sacrificio e molto lavoro si può uscire da questa situazione, prendendo il positivo e migliorando sugli aspetti dove siamo mancati. E ancora: – “Lavoriamo e lavoreremo sia sulla testa che sull’aspetto della condizione fisica, oggi è un vero peccato e la squadra è chiaramente molto abbattuta, perché hanno visto di aver comandato la partita a lungo e che avrebbero meritato molto di più. Ma il calcio è così e quando sei in questa situazione fai fatica a sbloccarti. L’importante adesso è dimenticare subito questa partita, prendere il positivo, correggere il negativo e andare a lottare di nuovo mercoledì. Come se ne esce? Lottando insieme, stando insieme, lavorando insieme e avendo molta fiducia.”
D’accordo: tutti parlano di quel lavoro che solo parrebbe risolvere ogni problema. Tuttavia, per la Triestina, ci vuol ben altro. Non ci sono bacchette magiche o sessioni di iper-lavoro che possano compensare l’assoluta situazione deficitaria dell’attacco alabardato. I punti raccolti evidenziano da soli come, a fronte di una difesa traballante, non vi siano dei bomber capaci di far breccia nelle difese avversarie. “Mea culpa”, deve recitare la dirigenza alabardata, dopo aver venduto o lasciato andare, ci si ripete per l’ennesima volta, i vincenti Lescano, Adorante, Finotto e Redan. Per tacere sull’irrisolta questione “Attilio Tesser”, il miglior tecnico della serie C, cacciato l’anno scorso senza aver fornito uno straccio di comunicazione mentre la Triestina si trovava al terzo posto.
Mercoledì 30 ottobre si ritorna subito in campo. Arriva l’Albinoleffe e la Triestina ha un solo risultato da raggiungere: quella vittoria che sola può portare una boccata d’ossigeno a una società in tragica crisi asmatica.
[m.l]


