28.09.2024 – 10:17 – “La miglior foto? La devo ancora fare” risponde così Davide Lombroso, campione italiano di fotografia subacquea, mentre si prepara a rappresentare l’Italia e il Friuli Venezia Giulia ai Campionati Mondiali di Fotografia Subacquea a Saranda, in Albania. La squadra al completo sarà composta dal Capo Delegazione, Mario Genovesi, dal Direttore Tecnico, Michele Davino, dai fotografi Davide Lombroso e Fabio Iardino e dalle rispettive modelle, Elena Piccoli e Chiara Scrigner. Una dichiarazione, quella di Lomborso, che racchiude umiltà, passione e la costante ricerca della perfezione, caratteristiche che da sempre contraddistinguono la sua carriera. Originario di Milano, vissuto per più di trent’anni a Savona ma ora triestino di adozione, Lombroso gareggerà dal 7 al 12 ottobre insieme alla sua modella Elena Piccoli, unendo competenza tecnica e un legame speciale con il mare. Un amore, il suo, iniziato ben 35 anni fa, quando da giovane appassionato di mare ha cominciato a esplorare i fondali delle Maldive con una semplice Nikonos III. “Mentalmente, la preparazione per una competizione mondiale è soggettiva,” racconta Lombroso “L’esperienza e la preparazione tecnica aiutano a mantenere la calma. Fisicamente, invece, bisogna essere sempre pronti, con immersioni settimanali per non perdere l’abitudine” – spiega il campione. Per essere all’altezza di una competizione mondiale, le immersioni si effettuano dalle 2 alle 4 volte a settimana.
Ma cosa distingue un mondiale da una competizione nazionale? Per Lombroso, la differenza non è solo nel livello tecnico richiesto, ma anche nella responsabilità che si porta sulle spalle: “Partecipare come nazionale implica avere una federazione che ti supporta e che investe su di te. Le aspettative sono alte, e questo crea una pressione diversa.” La sua preparazione è stata meticolosa, anche grazie al contributo di un amico che nell’ultimo periodo gli ha fornito preziose informazioni sul mare di Saranda. “Troveremo un ambiente simile a quello dell’Istria e della Croazia, acque non perfette ma accettabili. Siamo sempre soggetti al meteo, ma ci siamo preparati per improvvisare se necessario.”
Dopo oltre tre decenni di esperienza non solo come sporitvo ma anche come istruttore di sub, Lombroso ha vissuto il passaggio dalla fotografia analogica a quella digitale soffermandosi anche su come questa evoluzione abbia influito sulla sua carriera: “Inizialmente mi immergevo per puro divertimento, con un approccio molto istintivo,” – racconta – “Ma con il tempo, soprattutto dopo aver vinto il titolo di Campione Italiano, la mia fotografia è diventata più strutturata. Ho iniziato a studiare molto di più, ispirandomi ai grandi fotografi terrestri. La fotografia subacquea è estremamente tecnica, ma trovo che si possa sempre adattare ciò che fanno i maestri della fotografia in superficie.” Con l’analogico, si avevano a disposizione solo 36 scatti per rullino, e dovevi sperare che andasse tutto bene fino a quando non sviluppavi le foto. Ora, con il digitale, potendo vedere subito il risultato si può correggere al volo, riducendo notevolmente i tempi di attesa.”
L’importanza di trasmettere la conservazione dell’ambiente rimane un punto fondamentale per il campione: “Collaboro con la Riserva Marina di Miramare, durante le serate nei circoli subacquei cerchiamo di sensibilizzare le persone, mostrando la bellezza dei fondali. La mia speranza è che vedendo quanto siano fragili e straordinari questi ecosistemi, si comprenda quanto sia importante proteggerli.”
Alla domanda “C’è una foto che definirebbe il suo capolavoro?” – Lombroso risponde sorridendo: “La miglior foto la devo ancora fare” afferma, con un tocco di umiltà. Tuttavia, ammette di essere particolarmente legato a due scatti: uno di un cormorano in immersione, realizzato durante una gara in Croazia, e una foto studiata a lungo, vincitrice agli Europei di due anni fa. Due immagini che incarnano perfettamente il connubio tra pazienza e colpo di fortuna che spesso caratterizza questo sport. Il successo di un lavoro però dipende anche e soprattutto dal rapporto che si instaura con la modella, che nel suo caso è Elena Piccoli: “Sott’acqua, la complicità è tutto. Elena sa esattamente come muoversi, senza che ci sia bisogno di parlarci. Ormai, quando mi preparo per uno scatto, lei sa già dove posizionarsi. È una collaborazione basata sulla fiducia reciproca.”
Con il mondiale che viene organizzato dall’Albanian Diving Federation e dall’Albanian National Olympic Committee sotto la supervisione della CMAS World Underwater Federation, ormai alle porte, Lombroso non nasconde il desiderio di prendersi una pausa dopo la competizione.
“La preparazione è stata intensa, ho rubato molto tempo alla famiglia. Dopo questo mondiale, voglio godermi anche la vita privata.”
[c.v.]


