07.08.2024 – 11:30 – In FVG e Veneto il virus West Nile è presente nell’1% delle zanzare analizzate. È quanto emerge dai dati diffusi dal Laboratorio di entomologia sanitaria e patogeni trasmessi da vettori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe), che ha campionato la popolazione di zanzare nel Nord-Est del Paese per quantificare la reale diffusione del patogeno. La procedura di sorveglianza, iniziata a maggio, proseguirà fino a ottobre servendosi di 92 trappole per la cattura degli insetti. In FVG tutti i casi di positività sono stati riscontrati in esemplari di Culex pipiens, la zanzara comune. Come spiega lo stesso Istituto Zooprofilattico, la sorveglianza sanitaria di questa malattia è importante per conoscere con precisione la reale diffusione del virus al fine di identificare le aree a rischio in cui intensificare le misure di controllo e prevenzione basate soprattutto sulla lotta agli insetti vettori e la protezione individuale con insetto-repellenti nell’uomo.
ll virus del Nilo Occidentale, meglio noto anche alle nostre latitudini con la denominazione inglese di West Nile Virus, è un Arbovirus che può infettare l’uomo a seguito della puntura di zanzara infetta. I serbatoi del virus sono infatti gli uccelli selvatici e le zanzare, più frequentemente del tipo Culex. L’infezione del virus West Nile nella gran parte dei casi, oltre l’80%, è asintomatica, ma può invece manifestarsi nel restante 10-20% con una sindrome “pseudo-influenzale”; in circa un caso su mille infine può dare una sintomatologia più grave con interessamento neurologico (meningite, meningo-encefalite).
Come spiega la direttrice dell’Istituto Zooprofilattico, Antonia Ricci, a differenza dei casi di Dengue, Chikungunya e Zika, segnalati in persone di ritorno da viaggi all’estero, soprattutto in Sudamerica e paesi tropicali, il virus West Nile è endemico nel nostro territorio e pertanto la probabilità di contrarre l’infezione è maggiore. La soluzione consigliata dagli esperti è di adottare corrette abitudini per evitare le punture di zanzara, come per esempio l’utilizzo di repellenti cutanei, zanzariere in casa e larvicidi nelle aree verdi private. “Solo così – conclude la dott.ssa Ricci – è possibile ridurre il rischio di infezione, specialmente per le categorie di persone fragili come anziani e immunodepressi”.


