15.08.24 – 07:20 – Il porto di Trieste, hub vitale per il commercio internazionale e tra i più importanti scali marittimi all’interno del Mediterraneo, riveste un ruolo cruciale nel settore della logistica e per le rotte di collegamento tra Europa, Asia e Medio Oriente.
Con l’aumento della digitalizzazione delle operazioni portuali, la cybersicurezza è diventata una componente imprescindibile per garantire la continuità operativa e la protezione delle infrastrutture critiche, poiché i sistemi digitali sono costantemente sotto scacco degli attacchi informatici quali malware, ransomware, phishing e attacchi DdoS( Distributed Denial-of-Service). La cybersecurity, quindi, è diventata una priorità assoluta per garantire la continuità operativa e la protezione dei dati sensibili.
Gli attacchi informatici, che a seconda della loro tipologia colpiscono ambiti specifici nelle operazioni portuali, possono provocare conseguenze devastanti, includendo l’interruzioni dei servizi, gravose perdite economiche e danni reputazionali.
Il Porto di Trieste, alla pari dei più importanti porti del Paese, si è attivato nell’implementare svariate misure di controattacco ed è sempre in fase di aggiornamento al fine di rendere l’area portuale in costante operatività e massima efficienza. Inoltre, intrattiene strette collaborazioni nazionali ed internazionali in progetti di ricerca indirizzati ad ottimizzare la sicurezza informatica, comprendendo in essi una fruttuosa partnership con il mondo universitario.
Tra le varie attività intraprese, a maggio dello scorso anno è stato siglato il protocollo d’intesa tra il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale e l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, attraverso il quale si è generata un’alleanza di sforzi per prevenire e reprimere il pericolo di hacking.
Oltre ad una continua formazione del personale, il Porto di Trieste ha introdotto l’utilizzo di tecnologie avanzate, uno degli obiettivi risalenti già al 2019 nel progetto SECNET (Cooperazione istituzionale transfrontaliera per il rafforzamento della security portuale) co-finanziato dal programma Interreg Italia-Slovenia. In aggiunta, una risposta proattiva agli incidenti e un costante monitoraggio sono altri ingredienti fondamentali all’interno della battaglia cibernetica.
Da non tralasciare, poi, il sistema integrato e digitalizzato del Port Community System e la creazione del centro di eccellenza per la cybersicurezza marittima dell’ITS Accademia Nautica dell’Adriatico, struttura dedicata alla formazione, ricerca e sviluppo di nuove tecnologie di difesa che opera in sinergia con altre infrastrutture critiche e porti a livello europeo, promuovendo l’interscambio di conoscenze e competenze.
La cybersicurezza nel porto di Trieste rappresenta una sfida complessa ma essenziale che poggia su un approccio integrato tra formazione, tecnologia avanzata e collaborazione internazionale. Tutto ciò fa sì che Trieste possa diventare un modello di riferimento nella protezione delle infrastrutture portuali ed elemento chiave nel commercio globale, rivolta sempre all’innovazione e al progresso.
[e.s.]


