02.07.2024 – 07.01 – La Transizione energetica si fa laurea. O meglio, si sdoppia in due Lauree Magistrali (LM). È l’ultima novità dell’Università degli studi di Trieste (UniTS), finalizzata a rispondere con efficacia alla necessità sempre più dirompente di figure professionali per la riconversione in atto nell’Unione Europea. Il riferimento all’UE non è casuale, perché le due nuove Lauree Magistrali si presentano entrambe in lingua inglese: Engineering for the energy transition e European Policies for digital, ecological and social transitions. La presentazione di questa novità – la prima nel suo genere – è avvenuta ieri, lunedì 1 luglio, nella cornice della storica sede dell’ateneo.
Unicum a livello europeo, la prima Laurea Magistrale propone due diversi curricula, Sustainable building design and technology e Sustainable industrial systems: il primo consente al laureato di agire nel campo edilizio, il secondo in ambito industriale. Temi attuali, destinati ad esserlo ancora di più nei prossimi anni: ci si riferisce infatti al termotecnico, all’efficienza energetica delle case, all’adeguamento edilizio non solo di case private, quanto di aziende ed enti pubblici e alla continua richiesta di consulenti nel campo dell’edilizia. Nel secondo caso invece, con lo Sustainable industrial systems, il campo d’azione si sposta nell’ambito delle manifatture e delle industrie: vettori energetici utilizzati dall’azienda, servizi in campo energetico, eventuale necessità di un energy manager, enti di ricerca che sviluppano progetti in questo settore.
Attualmente, nonostante la LM sia stata appena annunciata, vi sono già 49 studenti stranieri candidati, tanto dall’Unione Europea, quanto extra UE.
La Laurea nella Engineering for the energy transition potrà anche usufruire di un nuovo laboratorio, denominato ‘ELISA‘: affiancando quelli già presenti sul Fotovoltaico e la Smart Grid, ELISA verrà utilizzato per studiare i dispositivi di stoccaggio dell’energia. Le batterie infatti rivestono, in un passaggio al 100% all’elettrico, un ruolo chiave: come aumentarne la longevità e come migliorarne le performance sono sfide dalle quali dipende la Transizione.
La seconda Laurea Magistrale mira invece allo sviluppo di una governance della transizione digitale, ecologica e sociale: in altre parole i laureati in questo settore potranno operare in tutta Europa come funzionari nelle amministrazioni pubbliche, project manager e consulenti. Non a caso compaiono elementi di economia (saper calcolare i fondi necessari alla Transizione); giuridici (saper applicare le leggi relative alla Transizione); politologici (saper divulgare la Transizione al territorio e al ‘locale’).
Il Rettore dell’Università degli studi di Trieste Roberto Di Lenarda, sottolineando la novità dei due corsi di Laurea Magistrali, ha anticipato che “a breve vi sarà un’offerta in lingua inglese anche per le triennali” e in generale “un significativo aggiornamento di tutte le lauree tradizionali, che saranno ‘up to date’, aggiornate al nuovo”. I due corsi di laurea sviluppano “competenze realmente multidisciplinari, necessarie per la Transizione energetica”. Per quanto concerne l’offerta in lingua inglese “riteniamo opportuno e doveroso uno sforzo di apertura all’estero” che consenta di “essere attrattivi verso paesi dell’Unione Europea e non solo”.
L’assessore all’università della Regione Friuli Venezia Giulia Alessia Rosolen ha osservato che i due nuovi corsi di laurea aumentano “l’attrattività del sistema universitario giuliano” rispondendo alla richiesta di “nuove figure professionali sempre più internazionali, ‘professionalizzanti”. Tuttavia “occorre lavorare di più sul genere nei percorsi STEM” e “adeguare il livello salariale alla volontà di permanenza nel territorio”. Un’offerta formativa consentita anche dalla Regione, tramite “un forte intervento sugli investimenti di cui anche il laboratorio ELISA è figlio”.
In conclusione due corsi di laurea magistrali che, secondo l’assessore regionale, si inserisce bene nel discorso del G7 Istruzione “di perseguire una visione di opportunità da dare ai ragazzi sul territorio”.
Il prof. Alessandro Massi Pavan, principale responsabile per la classe di laurea Engineering for the energy transition, ha commentato che “il settore energetico è oggigiorno molto complesso, afflitto da una crisi connessa alla carenza di acqua; il fotovoltaico allo stadio attuale rimane il settore più economico”. Pur tuttavia “oggi globalmente 9 impianti nuovi su 10 vengono alimentati con fonti rinnovabili”.
La Transizione energetica richiede in questo contesto “di creare nuovi posti di lavoro” e pertanto “c’è la necessità di nuovi percorsi formativi” volti a “una visione tecnica, ma anche multidisciplinare, con grande attenzione alla parte amministrativa”.
Ma perchè a Trieste? “Qui c’è già un sostrato olistico, specie nella didattica con la Summer School on Energy ‘Giacomo Ciamician’ e i tanti laboratori, ad esempio sul fotovoltaico”.
All’estero la LM Engineering for the energy transition riscuote già successo: “abbiamo ricevuto centinaia di applications internazionali”.
Il prof. Simone Arnaldi, responsabile a propria volta per la LM European Policies for digital, ecological and social transitions, ha commentato che “il cuore della aurea è su un approccio olistico, ‘integrato'” che insegni “come si fa a progettare l’innovazione assieme alla popolazione e agli stakeholder interessati”. Finora infatti c’è stata “una mancanza di persone che hanno competenze sui progetti europei e sappiano come attuarli”.
ne deriva “un piano di studi ‘nativo multidisciplinare'” caratterizzato “con moduli giuridici, politologici ed economici” che siano in grado di formare studenti capaci “non solo di comprendere la norma, ma sapere come applicarla”.
[z.s.]


