Ozono, il vento dirada le pericolose concentrazioni dei giorni scorsi

24.07.2024 – 07.01 – Afa, ondate di calore o al più leggere brezze che si dissipano man mano che la giornata procede. O, in alternativa, un cielo rannuvolato che tuona, senza però concedere il sollievo della pioggia. Sono le ultime giornate a Trieste e in Friuli Venezia Giulia; problematiche alle quali si aggiunge ora la concentrazione di ozono. Il borino degli ultimi giorni ha permesso di rimescolare le masse d’aria, diradando una concentrazione di gas ozono che iniziava ad essere problematica. Infatti, proprio negli ultimi giorni, erano stati superati i 120 microgrammi per metro cubo, considerati una soglia oltre la quale insorgono diversi problemi di salute. Sostanza infatti naturale l’ozono, questa però se presente in grandi quantità può causare difficoltà per bambini e persone over sessanta; o ancora per chi soffre di problemi respiratori. I livelli elevati di ozono e un’esposizione lunga possono generare irritazioni ai polmoni, alla gola, al naso e agli occhi; lo si avverte in special modo durante gli esercizi fisici. Naturalmente, in un ambiente esterno, i rischi connessi all’ozono sono sempre relativi e variano da persona a persona. In generale appare preferibile evitare di rimanere in luoghi soleggiati chiusi o all’aria apertura durante le ore ‘calde’ quando l’ozono raggiunge le massime concentrazioni; evitare inoltre l’attività fisica intensa in luoghi soleggiati, in quanto il respiro accelerato favorisce l’assorbimento dell’ozono e in generale ventilare gli ambienti chiusi quando permane il fresco alla mattina presto o alla sera.
Ricordiamo che l’ozono è comunque un inquinante definito ‘secondario’, perchè si forma a seguito di reazione fotochimica di altri inquinanti come ossido di azoto e composti organici volatili, sotto la luce del sole. Il fenomeno è di solito regionale, senza variare troppo di città in città; in Friuli Venezia Giulia appare particolarmente concentrato a Lignano, Grado e al confine con il Veneto.

La Regione FVG, in passato, ha cercato di diminuire la quantità di ozono attraverso la riduzione degli ossidi di azoto; in particolare ha beneficiato l’utilizzo di auto a bassi consumi e/o elettriche. Con la diminuzione degli ossidi di azoto sono anche calate le reazioni chimiche volte a produrre l’ozono.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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