di Mauro Luethy – 08.07.2024 – 07.41 – “Sarai libero come i venti delle montagne: ma dovrai attenerti esattamente ad ogni mio ordine.” Così, nella Tempesta di Shakespeare – l’ultima commedia scritta dal commediografo e poeta britannico – Prospero, legittimo duca di Milano, si rivolge allo spirito Ariele. In questa intervista chi scrive invece capovolge i ruoli della commedia shakespeariana vestendo i panni dello spirito dell’aria e intimando a Rino Lombardi, presidente, principe, factotum dinamico dell’Associazione Museo della Bora di ricapitolare in modo esauriente venticinque anni di iniziative ispirate da vento e brezze. Per l’occasione dunque Lombardi, che nomen omen fa anche Prospero, dovrà obbedire allo scrivano/Ariele per raccontare e raccontarsi.
Lombardi, copywriter di mestiere, inaugura ufficialmente la collaborazione con la Bora nel 1999. È sua l’idea originale di catturare qualche fresco refolo nella “Bora in scatola”. Si trattava in sostanza di una lattina con tanto di vivace etichetta che certificava la presenza della Bora nella confezione. Una semplice trovata che – spiega Rino “oltre a pubblicizzare un elemento climatico tipico di Trieste, poneva all’attenzione il rapporto speciale che il capoluogo regionale intrattiene con questo fenomeno. Perché la Bora è una istituzione invisibile della nostra città.”

Un’idea davvero geniale quanto inedita. C’era qualcuno al tuo fianco in questi esordi ventosi?
“In principio ho avuto la buona sorte di fare due incontri preziosi. Il primo con Elena e Alessandro, i titolari di quella Libreria Transalpina che oggi, purtroppo, non c’è più, e che al tempo, era il primo aprile 1999, fu ottima vetrina per il lancio della Bora in scatola.
In seconda battuta, ho potuto contare sul prezioso aiuto del professor Elio Polli, figlio del grande studioso della Bora Silvio Polli, che mi ha messo a disposizione testi, studi, foto e altri materiali preziosi per la conoscenza e lo studio del vento. Grazie agli amici della Transalpina e al prof. Polli è iniziata a decollare l’idea di realizzare un museo della Bora. Il 28 luglio del 1999 è nata poi ufficialmente l’Associazione Museo della Bora con l’intenzione di dedicare una istituzione al nostro vento.”
Il vento è l’aria che gioca”, hai avuto modo di affermare, celebrando in questo modo l’essenza gioiosa di quei soffi invisibili eppure altrettanto tangibili, bizzarri, anarchici capaci di esaltarci oppure deprimerci. La Bora possiede tanta forza e altrettanto mistero…
“La Bora, come gli altri venti, ha una doppia valenza: da una parte è gioco, festa, motivo e cagione di eventi, arte, trovate. Dall’altro è fenomeno climatico che continua a essere studiato come merita, confrontato con altri venti e brezze del Mediterraneo e del mondo. Un vento, in definitiva, che può regalarci momenti emozionanti e particolari: perché il vento non ha confini.”
È un’esperienza che per certuni è affascinante e eccitante, per altri una seccatura con i relativi problemi di mal di testa, tetti e imposte “sofferenti”, strutture e alberi divelti, tegole e ombrelli …esplosi! Nel tuo Magazzino dei Venti di via Belpoggio 9 ci sono parecchi documenti, materiali e dispositivi che aiutano a conoscere le diverse sfaccettature di un vento orgoglioso e ribelle…
“Il Magazzino dei Venti è un contenitore di tante cose: libri, immagini, giochi e tante altre trovate che aiutano il visitatore a comprendere le diverse sfumature della Bora e approfondirne la conoscenza. Con il tempo abbiamo sviluppato tanti gemellaggi con altri venti del mondo. Sono conservati in recipienti e confezioni diversi, inviatici da tanti appassionati di brezze, zefiri, folate e turbini. Dai 4 iniziali siamo giunti agli oltre 400 odierni.
Nel corso degli anni le visite sono andate via via incrementandosi. A luglio di quest’anno sono state già 1400 le persone che hanno voluto conoscerci, un numero che è già superiore a quelle dell’intero 2023. Potrebbero sembrare poche, ma voglio sottolineare come il nostro Magazzino dei Venti sia una piccola realtà che tuttavia, in tutti questi anni, non ha mai ricevuto alcun contributo pubblico.”
Sarebbe interessante ricordare quali personaggi di rilievo sono passati in via Belpoggio…
“Sono diversi. Qui è venuto Làszlò Kraszna Horkai, il maggior scrittore e sceneggiatore ungherese. E Simon Winchester, scrittore e giornalista britannico, autore de “Il professore e il pazzo” (Adelphi editore). Tra i media interessati alla Bora, sono stati nostri ospiti Arte (canale culturale franco tedesco, Channel 4 e il Guardian britannici, la televisione di stato nipponica N.H.K., La RAI sia tv che radiofonica, la Frankfurte allgemaine zeitung e altri ancora.”
Non sono mancate le iniziative, i seminari e altre occasioni di incontro per parlare di refoli e affini. Le girandole che ruotano al vento in piazza dell’Unità sono una festa di colori che ha reso lieti tanti bambini…e non solo!
“L’associazione si è mossa sin dagli inizi per la creazione di eventi e momenti utili a rivalutare il vento. Ricordarli tutti sarebbe davvero un’impresa. Mi piace in particolare riproporre la Mostra “120” organizzata nella cornice del Giardino Pubblico Muzio de Tommasini con la collaborazione e l’aiuto dell’allora vicesindaco Roberto Damiani. E, certamente, tra le cose più apprezzate di ciò che abbiamo proposto, “Girandolart”, la festa delle girandole, rimane in assoluta evidenza, nata con l’aiuto del compianto Giuliano Gelci, una persona che ha dato tanto a Trieste lavorando a 360 gradi su cose e campi diversi indirizzati al gioco, allo studio, allo sport, al servizio civile.
Con Federico Prandi, personaggio con una marcia in più, è nata poi “Boramata”, giunta quest’anno alla sua nona edizione, con tante proposte in sedi diverse.”
E per il futuro cosa c’è in cantiere?
“Stiamo lavorando per il novissimo “Borarium” che in sostanza rappresenta lo sviluppo dell’idea museale in forma tecnologica e digitale. È un progetto che ha vinto due bandi diversi del Ministero del Cultura e che troverà posto nel centro di Opicina.”
Bene; chiudiamo con una nuova serie di domande secche che andranno a formare una sorta di tuo identikit.
“Ancora?! Non mi sembra proprio il caso.”
È solo un gioco…
“E vabbè…iniziamo”
Rino Lombardi è nato a: Trieste
Statura: 1,87 (ma col tempo mi sto ingobbendo causa la bora…)
Occhi: Castani
Capelli: C’erano, una volta; poi con la Bora, adieu…
Occupazione: Copywriter
Musica preferita: Quella degli Steely Dan
Hobby: Lasciare le cose in disordine
Ti piace: La spontaneità
Non ti piace: Chi recita…
Pietanza preferita: La pasta preparata dalla mamma
La vacanza ideale: In Bretagna
[m.l]


