Trent’anni fa l’indipendenza di Slovenia e Croazia dalla Jugoslavia

25.06.2024 – 16.00 – Il 25 giugno di 33 anni fa Slovenia e Croazia si proclamarono indipendenti, in quella che si può definire come l’onda lunga della dissoluzione dei regimi comunisti dell’est europeo. Già alla morte del presidente Tito, nel 1980, la federazione socialista delle sei repubbliche dei Balcani aveva iniziato a scricchiolare in modo preoccupante. Il Kosovo, regione a statuto speciale della Serbia e a maggioranza albanese, aveva chiesto lo status di repubblica. Il socialismo non funzionava più da collante ideologico e i rappresentati delle diverse repubbliche non riuscivano a prendere decisioni comuni. Nel dicembre 1989 venne eletto presidente della Serbia Slobòdan Milošević, da tre anni leader del Partito comunista serbo, e i rapporti con Slovenia e Croazia divennero sempre più testi. Già nel 1988, a Lubiana, si erano svolte manifestazioni di massa contro la presenza dell’esercito federale, al vertice del quale i serbi erano la maggioranza. Intanto, nelle diverse repubbliche le prime elezioni multipartitiche in molti casi portano al potere i partiti nazionali.

In Croazia, nel referendum del 19 maggio 1991, il 93 per cento dei croati vota sì ad uno Stato sovrano e indipendente, sulla falsariga del voto sloveno risultato del referendum del 23 dicembre 1990. Fu così che si arrivò al 25 giugno del 1991, quando i parlamenti della Croazia e della Slovenia, appartenenti fino ad allora alla Repubblica Federale Socialista di Jugoslavia, proclamarono l’indipendenza dalla stessa.

In Slovenia, alla dichiarazione d’indipendenza seguì un breve periodo di confronto bellico tra Lubiana e l’Armata popolare jugoslava, legato soprattutto al controllo dei confini esterni, verso l’Italia e l’Austria. Ma la cosa si risolse molto presto. Invece per la Croazia la situazione fu alquanto peggiore, perché seguirono mesi di guerra tra Zagabria e gli autonomisti serbi, che con l’appoggio dell’armata jugoslava presero molto presto il controllo di quasi un quarto del territorio della Repubblica Croata. Nel gennaio 1992 l’Unione Europea riconobbe l’indipendenza delle due Repubbliche. Nel frattempo la guerra si spostò in Bosnia, con grandissime stragi, come quelle di Sarajevo e Srebrenica, e oltre centomila morti. Nell’estate del 1995 si trovò la soluzione per interrompere la guerra, grazie agli accordi di Dayton, che siglarono il cessate il fuoco, ma che ancora oggi sono causa di qualche problema all’interno dell’ex repubblica jugoslava della Bosnia-Erzegovina. 

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