25.06.2024 – 08.21 – Dopo tre edizioni che hanno ottenuto il favore del pubblico locale anche quest’anno negli spazi esterni del Museo Sartorio di Trieste, grazie alla collaborazione di Comune di Trieste e Civici Musei si è svolta la manifestazione “Let’s Play” che ha visto il teatro La Contrada, il Bonawentura/Teatro Miela e il Teatro Stabile Sloveno proporre otto spettacoli in dodici serate.
“Let’s play” è parte di un più ampio progetto di LET’S, Letteratura a Trieste, che già nel nome vuole evidenziare l’importanza della letteratura nell’identità di Trieste.
Domenica 23 giugno 2024, nel giardino del Museo Sartorio, il teatro La Contrada ha portato in scena “PUTELE… E PUTEI. CARPINTERI E FARAGUNA 100”, tratto dai testi di Lino Carpinteri e Mariano Faraguna. Lo spettacolo ha visto alternarsi sul palcoscenico i veterani del Teatro Bobbio Ariella Reggio e Adriano Giraldi, attorniati dai giovani Zoe Pernici e Giacomo Segulia, ideattore e regista della simpatica rappresentazione che ha voluto omaggiare gli autori, di cui ricorrono i cento anni dalla nascita.
Carpinteri e Faraguna, scrittori e commediografi dialettali hanno ambientato la maggior parte delle loro opere nella nostra regione, in un territorio forse più ideale che reale, che va da Trieste all’alta Dalmazia, comprendendo anche Istria e Quarnero. Anche in questa rappresentazione teatrale gli spettatori sono stati trasportati nel passato e precisamente in un’epoca storica in cui Trieste e la Dalmazia erano comprese nell’impero austro-ungarico. La lingua utilizzata dagli autori è un dialetto “istro-veneto”, un poco distante da quello dei giorni nostri, ma con numerose influenze slovene, tedesche, perfino turche ed arabe, a dimostrazione ancora una volta della multiculturalità di queste terre.
Tra una battuta e l’altra, il testo ha preso spunto dalle dinamiche di una famiglia triestina, in cui l’anziana madre (Ariella Reggio) discute con il figlio (Adriano Giraldi) delle normali questioni della vita di ogni giorno ed in occasione della visita dei nipoti illustra loro, come fanno spesso i nonni con i nipoti, di come era la vita dei giovani nella sua epoca. Quello che ne è uscito è stato un puzzle di racconti, poesie e frammenti di opere iconiche dei due autori, come “Co ierimo putei” e “Le maldobrie”, in cui ancora una volta sono state messe in luce le avventure di folcloristici personaggi triestini, istriani e dalmati, come marinai, capitani, ma anche semplici paesani e nobili cittadini, in uno spaccato di storia lontana ma anche vicina per gli abitanti di queste terre, da sempre luogo di incontro delle culture mitteleuropee e adriatiche.
Tra la presenza scomoda della Signora Debegnac e le storie del Capitano Nacinovic le risate non sono mancate ed il pubblico che ha aderito numeroso alla gradevole iniziativa ha riservato ai protagonisti calorosi applausi.
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