Comunicare le Comunità. Sentori letterari e culto identitario. L’anima albanese nell’impegno di “Arberia Trieste”

27.06.2024 – 10.34 – Intrecciata nell’antichità con i Romani, con la Repubblica di Venezia e con le conquiste Ottomane. È ricco e complesso il vissuto dell’Albania, forse semisconosciuto se vogliamo, tema che deve aver indotto a “svegliare” le coscienze in tal senso anche a Trieste, dando vita ad una realtà associativa che punta a diffondere e trasmettere, tra valori, tradizioni e spiccioli di storia.
Si chiama “Arberia Trieste” ed è infatti l’associazione che da qualche anno agita le acque della sensibilizzazione sociale attraverso la cultura e la collaborazione con alcune delle maggiori comunità della provincia.

Adela Shehu

Nata nel 2020 dalle ceneri della Associazione “Camminiamo Insieme”, “Arberia Trieste” ha voluto rappresentare anche una sorta di formula rigenerativa post – pandemia, cercando di (ri)chiamare a raccolta i figli dell’Albania, e di varie generazioni, sparsi per la provincia. Una quarantina gli iscritti ufficiali, diverse centinaia (attorno ai 500) coloro che gravitano in veste di sostenitori alla corte di Adela Shehu, presidente, insegnante e anima. La sede societaria? Il punto dolente attualmente è questo. L’associazione albanese al momento non dispone di una casa propria e abita saltuariamente, specie nelle mattinate del sabato, gli spazi AIAS in via Romolo Gessi 8/1.

Senza un tetto ma con molte iniziative e diverse idee. Sì, perché “Arberia Trieste” ha voluto puntare principalmente sugli aspetti della cultura, una dinamica avviata con la collaborazione con la Libreria “Ubik”, divenuta un primo “tempio” del verbo albanese nel capoluogo: “L’approccio letterario è stato e continua ad essere una fase importante – sottolinea la presidente Adela Shehu – e questo con la traduzione in italiano di testi albanesi di autori importanti come Mimosa Hysa, Tom Kuka e Stefan Capaliku. Abbiamo poi partecipato al Festival delle Culture di Gorizia nel 2023 e lavorato assieme anche al compianto Paolo Muner, grande esperto della storia di Albania”.

Letteratura e storia in primo piano quindi, ma non solo. L’Arberia (antica denominazione) non si sottrae all’altro ruolo, quello di collante e di riferimento per le istanze dei cittadini albanesi: “Sotto questo profilo, non avendo ancora una sede nostra – aggiunge Adela Shehu – siamo in parte penalizzati ma cerchiamo ugualmente di rappresentare un punto di appoggio e di mediazione, fornendo informazioni e magari contatti con figure professionali, specie quelle sindacaliste. Vogliamo impegnarci – ha aggiunto – nel ricreare la nostra identità nel tessuto triestino e far sentire sempre di più la nostra voce”.

A proposito di voce. Qualcuno la fa sentire dai palchi, nei teatri o negli studi di registrazione. L’identità albanese dal respiro artistico e canoro vanta esponenti di rango nella dinastia Leka, a Trieste divulgata da Hector Leka, esperto cantante lirico, e dalla stessa Dorina, già vista all’opera sulla ribalta televisiva di “X Factor”, cantautrice, suonatrice di arpa celtica, voce eccellente e talento che avrebbe meritato maggiore considerazione nel panorama rock e pop.

Torniamo agli sviluppi del gruppo “Arberia”. Il lavoro identitario si espande continuamente e prevede contatti con le comunità Alberesh italiane, ovvero le minoranze albanesi che storicamente abitano l’Italia meridionale – stanziate soprattutto in Calabria ma anche in Basilicata, Molise, Sicilia, Puglia, Campania e Abruzzo – un filo sottile ma eterno con cui riannodare lingua, folklore e appartenenza. Tale respiro anima anche l’abbraccio con le etnie del Kossovo, l’altra fonte di collaborazione della “Arberia Trieste”.

E le nuove generazioni? Piccoli albanesi crescono e lo fanno studiando la lingua madre nei corsi curati dalla stessa presidente, qui coadiuvata da Kamelja Shehu.

Quale futuro per l’associazione che coagula le anime albanesi di Trieste? La comunità non sfodera monumenti o chiese di richiamo storico (nemmeno ristoranti etnici se è per questo) ma i “pretesti” in chiave di commemorazione ci sono, vedi il retaggio del “Congresso degli Albanesi”, tenutosi a Trieste nel marzo del 1913 sul solco della proclamazione della indipendenza avvenuto un anno prima. Le idee insomma non mancano, il legame nemmeno. Ora serve altro, si chiama casa. Da cui ripartire.

[L’Associazione “Arberia Trieste” è attualmente guidata da Adela Shehu in veste di presidente, con Arianit Ndreu vicepresidente. Il consiglio societario racchiude inoltre Elira Molla (Segretaria) Endra Becolli (Tesoriere) e le consigliere Kamelja Shehu, Amarilda Becolli, Jola Zico, Orinela Hysolakaj e Arlinda Daiti Reka. In attesa di una sede ufficiale, gli incontri vengono ospitati saltuariamente in via Romolo Gessi 8/1, c/o AIAC. Info:[email protected]]

[f.c]

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