12.06.2024 – 09.47 – Un’onda che scuote il nordest e che conferma il partito dei conservatori di Giorgia Meloni in pole, tanto in Italia quanto in FVG. Dopo i festeggiamenti cala la tensione di una campagna elettorale combattuta, e già ci si prepara al 2027, quando a Trieste e a Muggia si andrà al voto per eleggere i nuovi sindaci. Nel cuore l’orgoglio di essere il primo partito a Trieste in assoluto, nella testa l’obiettivo di lavorare sempre più sul territorio: Nicole Matteoni, segretario provinciale di Fratelli d’Italia, e Claudio Giacomelli, membro della direzione nazionale, confermano l’impegno.
Fratelli d’Italia conferma il risultato delle politiche e supera il 30% in regione. Da dove parte e che risultati raggiunge FdI a Muggia?
Nicole Matteoni: Fratelli d’Italia Trieste torna a essere il primo partito della città. Una grande soddisfazione ricevere una conferma sul lavoro del partito a livello nazionale e territoriale considerate le sfide che ci siamo trovati davanti. L’instabilità internazionale che ha alimentato i flussi migratori, balzo dell’inflazione, i buchi nel bilancio dello stato causati dal Superbonus e da quella mal costruita forma di assistenzialismo del reddito di cittadinanza. Abbiamo fatto un lavoro importante e coerente con il nostro programma. Ora a pancia in giù e continueremo a lavorare con ancora più decisione ed entusiasmo. La mia Muggia porta a casa un incredibile 32,67% diventando il primo partito di Muggia. Davvero una soddisfazione.
Qual’è la tua analisi rispetto a questa tornata elettorale? A cosa punta FdI dopo queste europee?
Nicole Matteoni: Puntiamo a lavorare ancora di più. Questa conferma del consenso è un indicatore importante e ne siamo soddisfatti ma rimane fondamentale continuare a stare tra la gente, in strada. Abbiamo le elezioni comunali nel 2027, sia a Trieste sia a Muggia, e vogliamo essere pronti a continuare il buongoverno del centrodestra unito.
Come va interpretato il risultato del centrosx che, dopo anni, recupera terreno?
Nicole Matteoni: Il PD arretra e noi ritorniamo primo partito in assoluto in città. La somma aritmetica dei risultati dei singoli partiti dell’area del centrosinistra, non conferma a mio avviso un sorpasso, perché in coalizione andrebbero a perdere quella retorica elettorale spiccia, utile a recuperare determinate sacche di consensi, e quindi il loro risultato finale non sarebbe uguale a quello di questa tornata. Vediamo in comune che si trovano d’accordo solo per andare contro a qualcuno o a qualcosa a prescindere, mai al lavoro su un progetto o un punto programmatico. Le differenze, come ci tengono a sottolineare, sono importanti e non permettono un lavoro coeso e collettivo. Con gli alleati e con il nostro Sindaco comunque ci confronteremo sui progetti che vogliamo portare avanti assieme. Il centrodestra unito è l’unica risposta al malgoverno della sinistra.
Meloni si candida, vince e rinuncia all’europarlamento. Una strategia consolidata e adottata da altri partiti, ma criticata a più riprese. Come risponde Fratelli d’Italia?
Nicole Matteoni: Sono diversi i leader che si sono candidati, in tutti gli schieramenti, e ritengo che mettersi in gioco sia sempre un dovere. Giorgia Meloni ha voluto metterci la faccia e chiedere l’opinione agli italiani sul suo lavoro, ed è stata premiata. Oltre ad essere il candidato più votato in Italia è stata la più preferenziata a Trieste. Davvero un orgoglio.
Una campagna elettorale intensa quella di Fratelli d’Italia per questa tornata elettorale. Di fronte a quale sfida si trova adesso il partito rispetto a Trieste?
Claudio Giacomelli: La sfida per noi non è mai stata quella strettamente “di partito” ma è sempre stata quella di lavorare per il buongoverno della città. È chiaro che vedere i triestini premiare in modo così netto il nostro programma ci porta la responsabilità di porre con ancora più convinzione le nostre idee all’attenzione del Sindaco e dei nostri alleati.
E invece, quali sono le sfide che sono state superate e vinte?
Claudio Giacomelli: Da un punto di vista del nostro movimento, senz’altro il fatto di aver dimostrato che, oltre ad avere valori ben chiari, Fratelli d’Italia Trieste ha una classe dirigente composta da amministratori credibili, preparati e concreti. Ci siamo distinti in Comune, Regione e recentemente anche in Parlamento, per azioni legislative e amministrative di grandissima qualità ed efficacia.
Astensionismo. Perché l’affluenza cala? Cosa ne pensa FdI?
Claudio Giacomelli: In particolare le elezioni europee sono sempre state viste dai cittadini italiani come elezioni molto lontane dagli interessi di ognuno di noi. In realtà viviamo in un’Europa sempre più “invasiva” nel vivere quotidiano. È proprio questa una delle cose che Fratelli d’Italia vuole cambiare. Vogliamo un’Europa che aiuti i Paesi che la compongono nelle grandi sfide globali in cui una nazione da sola poco può fare, mentre la vogliamo meno invasiva nelle cose che competono al legislatore nazionale, soprattutto in campo burocratico. In generale, poi, gli elettori hanno la sensazione, assolutamente giustificata dai governi nazionali degli ultimi 15 anni, che qualsiasi cosa si voti alla fine non cambi nulla e che si decide chi governa con giochetti di tipo politico-parlamentare. Proprio per questo la riforma costituzionale proposta da Giorgia Meloni, per cui sarà il popolo ad eleggere direttamente il presidente del consiglio dei ministri (il cd Premierato), penso riporterà moltissime persone alle urne.
mb.r


