06.06.2024 – 14.50 – Una ricerca americana trapiantata in Friuli Venezia Giulia attraverso la cooperazione di un professore universitario triestino. È il caso di Alessio Mortelliti che, associato di ecologia presso il dipartimento di Scienze della vita dell’Università degli studi di Trieste, ha portato in FVG una ricerca sul comportamento dei roditori nella natura. La ricerca mira ad analizzare il legame tra le personalità dei singoli roditori e la dispersione dei semi degli alberi. È il caso classico del roditore che, trovata una ghianda caduta a terra, la porta in uno dei suoi ‘depositi’. Sembra però che la formazione di questi ‘depositi’ sia influenzata dalla singola personalità del roditore; gli animali più vivaci o curiosi formano depositi collocati in luoghi più lontani. Quando il roditore – come spesso succede – muore o se ne dimentica la ghianda viene dispersa in una posizione vantaggiosa per la sua crescita, avvantaggiando l’albero madre. In particolare emerge come più il roditore è coraggioso, più i semi vengono depositati in luoghi lontani e adatti alla crescita del futuro albero. Quando il roditore pertanto avvantaggia l’albero e quando invece lo danneggia? Comprendere il peso della relazione – se mutualistica o parassitaria – appare in tal senso fondamentale.
Tecnicamente noto come ‘Predicting the range–shifts of woody plant species by incorporating the critical role of small mammal scatter-hoarders‘, il progetto è stato finanziato da un PRIN (Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale) – PNRR. Lo studio viene condotto in collaborazione con la Sapienza Università di Roma e il Parco delle Prealpi Giulie, al via nella Val Alba.
I ricercatori condurranno due esperimenti sul campo, aiutati anche da studiosi dell’Università del Maine, in visita in Italia ad inizio giugno. In una prima fase misureranno la personalità dei roditori e li esporranno a semi nuovi – tali poiché appartenenti ad una specie legnosa non ancora presente negli ecosistemi oggetto di indagine, ma che potrebbe arrivare in futuro proprio come risposta ai cambiamenti climatici. L’ipotesi è che gli individui più audaci saranno quelli che interagiranno di più con questi semi sconosciuti. Seguendo i semi – tracciati con una polvere fluorescente – e misurando i tassi di germinazione, i ricercatori valuteranno se alcuni tratti della personalità aumentino la probabilità di dispersione.
Il progetto porterà anche alla creazione di una guida su come sfruttare il ruolo dei roditori per migliorare la migrazione assistita – ossia lo spostamento assistito dall’uomo di piante verso habitat climaticamente più adatti – e una check-list dei tratti e delle specie vegetali con alta probabilità di successo nell’espansione.
[z.s.]


