Rainbow Map, Slovenia risale di due posizioni nella tutela dei diritti LGBT+

20.05.2024 – 07.01 – Continua a generare discussioni la scelta, operata dal Governo Meloni, di non firmare la dichiarazione – puramente formale – del Consiglio dell’Unione Europea per la promozione di politiche di uguaglianza e rispetto dei diritti umani verso le persone della comunità LGBT+. Una scelta in minoranza, in compagnia di Ungheria, Romania, Bulgaria, Croazia, Lituania, Lettonia, Repubblica Ceca e Slovacchia. A Trieste e in Friuli Venezia Giulia la discussione si protende inevitabilmente oltre confine, laddove la Slovenia risulta tra i paesi firmatari. Un dato non scontato, considerando la fama di paese cattolico. Tuttavia, inquadrando la scelta del sostegno sloveno all’interno dei dati dell’ultima Rainbow Map basata sulle ricerche europee, il dato non sorprende. Secondo infatti le ultime statistiche la Slovenia è risalita di due posti a livello di trattamento della minoranza LGBT+. Il punteggio infatti è di 49,97%, solo leggermente inferiore alla media europea del 50,60%. L’Italia, al contrario, è scesa di due ulteriori posizioni, attestandosi al 25,1%.

Secondo Rainbow Map la Slovenia ha ricevuto i risultati migliori nel campo dello spazio dedicato nella società civile dove ha ricevuto un 100%, seguito dal riconoscimento e protezione dello stato nei confronti dei diritti delle famiglie LGBT+, cioè a livello di eguaglianza nel matrimonio e adozioni, con un 67%. Statistiche invece meno favorevoli nell’ambito delle leggi anti discriminazione, con un 58% e nel riconoscimento del proprio genere, con un 46%. Problematici invece i dati relativi ai crimini d’odio e ai discorsi d’odio, con un 26%.

Secondo invece l’agenzia dell’UE per i diritti fondamentali (FRA) che ha rilasciato la sua terza ricerca statistica sulla comunità LGBT+, il 26% dei membri della comunità evita spesso o sempre alcuni luoghi per paura di essere assaliti/e. Il 38% non ha remore di dichiarare apertamente di essere LGBT+ in Slovenia; dati però un po’ bassi a confronto col 51% dell’Europa. Il 56% è stato oggetto di bullismo, persecuzione, minacce e isolamento nel proprio periodo scolastico per la propria diversità. Un terzo dei rispondenti alla ricerca e il 59% nell’Unione Europea ritengono che la violenza contro la comunità LGBT+ sia in aumento e il 15% in Slovenia ha spesso pensato se suicidarsi nell’anno interessato dalla ricerca.
La Slovenia sembra dunque scalare le classifiche a confronto con gli anni precedenti, specie a livello di scelte compiute dal governo; tuttavia anche Lubiana riflette a sua volta una crescente tensione trasversale alle nazioni europee.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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