Endometriosi, il progetto pilota che vuole rendere il Fvg un’eccellenza nelle cure

08.05.2024 – 07.13 – Difficile la diagnosticare eppure così diffusa. Sono una su dieci le donne affette da endometriosi in Italia, la patologia cronica caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale, normalmente localizzato nell’utero, in altre parti del corpo. Gravi le conseguenze fisiche, finora inesplorate quelle psicologiche. Nonostante la sua diffusione, l’endometriosi rimane una malattia in gran parte misteriosa. A Trieste, esiste un progetto pilota che vuole trovare un approccio multidisciplinare per curare e sostenere le donne che ne soffrono.

A questo proposito Claudio Giacomelli, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, ha presentato un emendamento per sostenere la ricerca sull’endometriosi, considerata “è un punto di domanda dal punto di vista politico. Abbiamo presentato un emendamento per aiutare le donne affette da questa malattia e dare la possibilità all’Ospedale Burlo Garofolo e all’Università di Trieste di diventare un’eccellenza italiana, europea e mondiale in questo campo”, ha affermato.

Il professor Giuseppe Ricci, direttore della Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’IRCCS Burlo Garofolo, ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa: “Il Friuli Venezia Giulia è stata la prima regione a promulgare una legge che riguarda l’endometriosi. È un tema delicato, e la malattia rimane misteriosa e invalidante.”

La ricerca in corso coinvolge esperti di vari settori. Il prof. Andrea Clarici, psichiatra e docente in neuropsichiatria infantile, ha evidenziato come lo studio si concentri non solo sugli aspetti fisici della malattia, ma anche sulle ripercussioni psicologiche. “Questa è una ricerca che ha dato voce alle donne che soffrono di una patologia più diffusa di quanto si pensi”, ha detto Clarici. “Vogliamo capire quale modalità d’intervento sia la più adeguata.”

Il dottor Federico Romano, dirigente ginecologico del Burlo Garofolo, ha fatto eco a queste parole, sottolineando l’importanza di un corretto inquadramento diagnostico e di un approccio multidisciplinare. “In passato l’endometriosi veniva diagnosticata con ritardo, quindi è fondamentale identificare un percorso preciso. Il trattamento può essere chirurgico e complesso, richiedendo un’adeguata competenza.”

Lo psicologo Matteo Bulfon ha evidenziato l’importanza di fornire strumenti adeguati per aiutare le donne ad affrontare la vita quotidiana, mentre Giovanni Di Lorenzo, specialista in ginecologia e ostetricia, ha parlato delle sfide legate al dolore cronico. “Il dolore allontana le donne dalla società, e con questo progetto cerchiamo di dare ossigeno a chi soffre di endometriosi.”

Attualmente, 40 donne stanno partecipando al progetto, con incontri che si svolgono ogni due settimane. La speranza è che questa iniziativa diventi strutturale, supportata anche dai fondi regionali che adesso ammontano a 60.000 euro. L’obiettivo finale è offrire un approccio più completo e migliorare la qualità della vita di chi convive con questa malattia.

mb.r

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