02.05.2024 – 08.30 – Tempo di elezioni e, nella vicina Slovenia, di referendum. Saranno tre nello specifico i quesiti referendari a cui saranno chiamati a votare i cittadini in Slovenia: legalizzazione della cannabis, introduzione della morte assistita e delle preferenze di voto nelle elezioni generali. I tre referendum consultativi, richiesti da una larga maggioranza della popolazione, si caratterizzano per essere stati richiesti da vivaci fasce della popolazione, ma aver poi faticato a trovare un sostegno. Il Movimento Libertà aveva infine proposto di inserire i referendum in concomitanza con le elezioni europee, onde garantire una massiccia partecipazione. La data è stata poi approvata il 25 aprile dall’Assemblea Nazionale, nonostante l’astensione del secondo partito di maggioranza, i Socialdemocratici (SD). Insieme al partito di opposizione, la Nuova Slovenia- Democratici cristiani, SD avrebbe preferito spostare i quesiti referendari al prossimo novembre 2024, quando con ogni probabilità si terrà il referendum sul famoso ‘raddoppio‘ della centrale nucleare di Krško. In realtà, al di là della partecipazione o meno dei cittadini, tenere più referendum e/o elezioni negli stessi giorni consente un notevole risparmio di risorse per il governo, a livello di materiale necessario e scrutatori ingaggiati.
L’ opposizione ha intanto chiesto alla Corte Costituzionale di controllare se il referendum sulla morte assistita violi o meno la costituzione, osservando come la carta vigente stabilisca ‘l’inviolabilità della vita umana’. Il referendum sulla legalizzazione della cannabis è stato invece portato alla Corte per una revisione sulla base presunta di alcuni errori tecnici.
Nel caso del quesito referendario sulla cannabis, esso consisterà di due domande: se il cittadino approva la coltivazione e lavorazione della pianta per uso medicinale; e se approva la coltivazione e possesso della cannabis per un limitato uso personale.
Passando invece alla morte assistita, il referendum chiederà al votante di approvare o meno il diritto di assistenza medica nel caso di morte volontaria del paziente.
Il caso sloveno è di particolare interesse, perché collocato nell’alveo europeo; la Germania sperimenta con diverse sfumature di legalizzazione della cannabis, mentre in Italia entrambi i quesiti hanno, dai sondaggi, un sostegno popolare che non trova però partiti di stampo libertario tali da tradurli in azione. Si riscontra un profondo scollamento tra popolazione e politica, al di là dei partiti. In questo contesto il triplice referendum sloveno non deve però essere ingigantito nelle sue dimensioni; l’esito sarà di natura consultiva, non vincolante.
[z.s.]


