02.04.2024 – 07.01 – A partire dal primo aprile è possibile presentare la domanda per ottenere la ‘Dote famiglia‘. Si tratta di un contributo, erogato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, per i minorenni (18 anni ancora non compiuti) volto a favorire l’utilizzo di servizi afferenti all’ambito culturale ed educativo. In termini concreti la Dote famiglia mira a conciliare avere un lavoro e una famiglia: lo si può ad esempio utilizzare per i centri estivi, per i corsi di apprendimento delle lingue, per finanziare viaggi o trasferte didattiche, per attività extra scolastiche, a patto che abbiano carattere educativo (ad esempio corsi musicali). Senza dimenticare la disciplina della quale Trieste è maestra per numero di tesserrati, ASD e praticanti: lo sport. Una misura che giunge, non a caso, a tre mesi dalla conclusione dell’anno scolastico; specie per chi ha figli di minore età, la ‘lunga estate’ scolastica italiana, da giugno a settembre, rappresenta un periodo dove mettere assieme lavoro e famiglia appare difficile, specie per gli esigui spazi dei ricreatori e delle strutture pubbliche apposite. Insomma, un rimborso spendibile.
Onde poter chiedere la Dote famiglia il titolare del nucleo parentale deve avere la Carta famiglia; in sua assenza è possibile chiede entrambe online, tramite il sito dedicato. È richiesto inoltre che la famiglia abbia un Isee inferiore o uguale a 35mila euro. Le madri di figli minori a carico, se vittime di una situazione di violenza in famiglia e pertanto inserite in uno dei percorsi di protezione e sostegno, non devono presentare l’Isee. Può essere chiesta una Dote fino a 560 euro per ogni figlio minore; con l’aggiunta di 100 euro se nella famiglia è presente una persona con disabilità. La misura però premia coloro che abitano da tempo in Regione; se il domicilio è stato traferito in Friuli Venezia Giulia da meno di cinque anni, l’importo scende a soli 280 euro. La domanda può essere presentata dal primo aprile al 31 dicembre 2024; le spese per le quali si chiede il risarcimento devono essere state sostenute dal primo di gennaio 2024 alla fine dell’anno. Viene richiesta la documentazione che attesti la spesa in questione e i relativi pagamenti tracciati.
Come ricorda l’assessore regionale alla Famiglia Alessia Rosolen le spese possono essere “servizi di sostegno alla genitorialità ed educativi, organizzati in orari e periodi extra scolastici, percorsi di sostegno scolastico o di apprendimento delle lingue straniere, servizi culturali, servizi turistici (ad esempio: gite scolastiche, viaggi di istruzione, visite didattiche), percorsi didattici e di educazione artistica e musicale, attività sportive”.
[z.s.]


