27.04.2024 – 08.30 – Un progetto iniziale stimato di 100mila euro, contenente lo studio di fattibilità preliminare per il recupero della Piscina Olimpionica di mare e gli elementi accessori costituiti dalle gradinate, dalle passerelle e dagli elementi ‘deboli’ della struttura. Si tratta del primo passo compiuto dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale e dalla Regione Friuli Venezia Giulia onde restaurare lo ‘storico’ stabilimento balneare Ausonia di Trieste.
La vasca natatoria era infatti stata distrutta da una mareggiata del 2019 ed era rimasta chiusa, per i danni subiti, da allora. Inoltre lo stesso stabilimento accusa da tempo il passare del tempo, legato in particolar modo all’infelice posizione, a fianco del Molo V e del continuo traffico Ro-ro. Uno stabilimento balneare a fianco d’un porto; logica conseguenza d’una città dal bacino ridotto, ma un unicum in Europa.
Allo stadio attuale l’Authority ha formalmente avviato “un percorso condiviso” con la Regione, volto ad ottenere un progetto sul quale lavorare insieme. Non solo la piscina, ma si menzionano anche tra gli elementi che necessitano un recupero le passerelle lato mare e lato dogana, il consolidamento e rifacimento delle gradinate della vasca e il consolidamento del solaio. Il progetto dovrebbe aprire la possibilità concreta di richiedere dal Governo, previa autorizzazione della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del FVG, i 2 milioni stimati per il recupero.
Lo stabilimento balneare Ausonia viene gestito dal Consorzio Ausonia Cooperativa Sociale Onlus ed è sottoposto a tutela da parte del Ministero dei Beni Culturali. Quando venne costruito, nel 1934, era uno stabilimento all’avanguardia: la piscina aveva una ‘presa’ per l’acqua salata collocata in mare aperto e l’intera struttura si reggeva su un innovativo sistema di ‘pilotes‘. Gli ‘ausoniani’ non erano solo triestini: qui il fior fiore dei tuffatori, dei giocatori di pallanuoto e dei campioni di nuoto italiani si formarono negli anni Cinquanta, trovando poi consacrazione nelle gare nazioni e olimpioniche.
Molteplici associazioni e, ultima cronologicamente, una raccolta firme avevano chiesto il recupero dell’Ausonia, il quale sconta oggigiorno una posizione ‘scomoda’ nelle Rive di Trieste.
Il presidente dei porti di Trieste e Monfalcone Zeno D’Agostino, formalmente responsabile demaniale dell’Ausonia, ha commentato che “la disponibilità di un progetto e la collaborazione con l’Assessorato alle Infrastrutture della Regione FVG sono le premesse migliori per giungere all’obiettivo importantissimo di convogliare in futuro le risorse necessarie al restauro dell’Ausonia, confidando inoltre nel supporto del Ministero della cultura che ha sempre dimostrato anche attraverso la Soprintendenza, grande sensibilità e apertura alla collaborazione”.
L’assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante a sua volta ha osservato che “Lo stimolo della maggioranza di centrodestra in consiglio regionale sul tema del recupero dello storico stabilimento balneare ausonia mi ha subito trovato d’accordo sulla necessità di procedere quanto prima con una progettualità onde evitare che l’incuria del tempo e degli agenti atmosferici prendessero il sopravvento.
Il mio ringraziamento va ad Autorità di sistema portuale per aver prontamente raccolto lo stimolo a studiare una soluzione progettuale che ci consentirà di poter lavorare per l’acquisizione dei pareri e dei necessari finanziamenti per restituire alla città e alla nostra Regione una architettura simbolica è importante che, insieme alla storica stazione ferroviaria di campo Marzio, ad opera di fondazione FS, completa e definisce il waterfront di Trieste”.
[z.s.]


