29.03.2024 – 10.00 – Scoperte triestine nel sottosuolo e nel profondo degli oceani. Proprio nello stesso periodo in cui la Società Adriatica di Speleologia (SAS) scopriva nel sottosuolo del Carso un nuovo tratto del fiume Timavo, la nave rompighiaccio ‘Laura Bassi‘ dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS di Trieste annunciava un’altra scoperta. Si tratta di un’ampia catena di vulcani sottomarini, presenti nei mari della Terra Vittoria Settentrionale, in Antartide. La catena in questione si articola per 50 chilometri, con una larghezza massima di 15; le cime vulcaniche si elevano a 1500 metri dal fondo oceanico, restando però sempre sommerse dal mare. La vetta più elevata risulta essere a 600 metri di profondità. La zona è sempre stata difficile da raggiungere per il meteo avverso e le forti correnti, complicata inoltre dalla presenza del ghiaccio; pertanto la peculiare catena montuosa non era mai stata localizzata fino ad oggi.
La scoperta è avvenuta nella cornice del progetto internazionale BOOST finanziato dal Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA) e coordinato dall’Università di Genova.
Il progetto, acronimo di Bridging Onshore-Offshore STructures at the Pacific Coast of North Victoria Land, Antarctica: an integrated approach, ha permesso di studiare la catena montuosa tramite rilievi delle dimensioni, delle linee sismiche e il prelievo di estratti di sedimenti marini. Lo studio dei vulcani in oggetto consentirà di comprendere l’evoluzione futura dell’Antartide, specie a fronte del riscaldamento globale; si tratta di un’area, essendo vulcanica, ancora in trasformazione.
“Il vulcanismo sembrerebbe essere geologicamente recente ma la sua origine ed età rimangono ancora da determinare con esattezza. La scoperta di una catena vulcanica giovane e caratterizzata da risalita di lava e fluidi ha implicazioni sia dal punto di vista geologico e geodinamico, che dal punto di vista fisico/chimico, nonché della composizione delle acque e delle interazioni con la biosfera” ha commentato Dario Civile, ricercatore e responsabile dell’Unità di Ricerca dell’OGS.
Le Campagne di ricerca in Antartide sono finanziate dal Ministero dell’Università e Ricerca (MUR) nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA) gestito dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) per il coordinamento scientifico, dall’ENEA per la pianificazione e l’organizzazione logistica delle attività presso le basi antartiche e dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS per la gestione tecnica e scientifica della rompighiaccio Laura Bassi.
[z.s.]



