20.03.2024 – 16:00 – Con la mostra “Cattura”, che sarà inaugurata domani sera alle 18, l’arte entra nel caffè Sacher di Trieste. Il vernissage apre un nuovo capitolo della rassegna di esposizioni al femminile ideata dal titolare locale, Dizzi Alfons, dove le protagoniste sono artiste internazionali con un legame speciale con Trieste. “Cattura” propone dodici nuovi ritratti dedicati a quattro donne realizzati dalla fotografa Cristina Pasqua, lombarda di nascita e formazione ma triestina d’adozione dal 2011. Si tratta della seconda edizione del progetto, che ha visto la luce “Ai Duchi” a novembre. “Al debutto la mostra comprendeva trenta ritratti di donne di età compresa tra i 20 e i 108 anni” spiega Cristina Pasqua. “In questo caso invece l’esposizione è stata rimodulata per adattarsi agli spazi di Sacher, quindi i ritratti saranno dodici. I soggetti sono quattro donne, ciascuna immortalata in un nuovo trittico: il ritratto ad occhi chiusi, il mezzo volto e il ritratto classico”.
“Il mio intento è che la gente, dopo aver visto la mostra, si faccia ritrarre” prosegue la fotografa. “Ci vuole molto coraggio per farsi ritrarre, perché si tratta di raccontarsi, anziché a parole, attraverso gli occhi. Donne, uomini, bambini, a me interessano gli occhi e cosa comunicano. Un ritratto non è un semplice scatto, ma rappresenta la volontà di raccontare il vissuto del soggetto attraverso lo sguardo. Chiaramente il mio lavoro consiste nel realizzare servizi fotografici dalla moda, industriale, stillife, ma questo progetto esula da tutto ciò. Vorrei che le persone trovassero il coraggio di farsi ritrarre, sia per se stessi, sia come regalo da fare a qualcuno per un evento o un traguardo”.
L’esperienza del ritratto, un percorso alla ricerca di una connessione intima e delicata con il fotografo fino a svelare la parte più profonda della propria anima, richiede un processo di reciproca conoscenza e di studio. “Per arrivare al risultato finale c’è tutta una preparazione alle spalle, che riguarda sia il volto del soggetto, su cui applico un velo di cipria trasparente, sia l’ambiente, con la diffusione di musica e di un profumo particolare. In questa fase, che è molto psicologica, cerco di creare una sinergia con il soggetto. Si tratta di un viaggio che dura un’oretta, un vero e proprio corteggiamento tra me e chi ho di fronte, donna o uomo che sia, finché non arriva l’attimo da catturare”. La mostra “Cattura”, dopo l’inaugurazione, sarà visitabile negli orari del caffè dal 22 marzo fino al 18 aprile.
(p.l.)


