Una lettera nelle mani della Premier Meloni per ricordare Wolfrang Galletti

11.02.2024 – 11.53 – “Buongiorno Presidente, sono la zia di Wolfrang Galletti, il sommozzatore triestino di alto fondale morto in Angola il 27 dicembre del 2019 mentre lavorava su una tubazione di petrolio a 80 metri di profondità marina.”
Inizia così la lettera redatta da Eva Zukar e recapitata direttamente nelle mani del Presidente del Consiglio giunta in visita alla Foiba di Basovizza in occasione delle commemorazioni per i Martiri e gli Esuli di Istria, Fiume e Dalmazia. Un lembo della “Giornata del Ricordo” si è così trasformato in un appello di diversa natura ma altrettanto intenso, votato al riconoscimento di altre verità. Eva Zukar si batte da anni per la causa del nipote Wolfrang, giovane ma esperto sommozzatore scomparso nelle acque dell’Angola, schiacciato da un tubo di oltre 4 tonnellate. Una morte che chiama in causa i temi della giustizia, della sicurezza e della tutela sul lavoro, ma che attualmente rischia di annegare anche essa in una possibile archiviazione del fascicolo da parte della Procura di Roma.

Ecco allora l’ennesimo tentativo di Eva Zukar, scesa in campo sul fronte della sensibilizzazione, senza i clamori del respiro social o con atteggiamenti di scontro ma solo con una “semplice” lettera indirizzata a Giorgia Meloni: “Mi sono presentata alle Foibe di Basovizza con il consueto cartello con le foto di Wolfrang e con la lettera scritta per l’occasione – racconta Eva Zukar – la sicurezza mi ha intercettata subito ma ha constatato la volontà pacifica del mio gesto. Sono stata allora avvicinata dalla addetta alle cerimonie di Giorgia Meloni, alla quale ho raccontato la vicenda. Credo si sia commossa anche lei – ha aggiunto – le ho consegnato la lettera e poco tempo dopo mi ha assicurato di averla consegnata nelle mani della Premier”.

Il valore del simbolo e gli accenti della volontà di continuare l’impegno per la memoria di Wolfrang Galletti. La lettera consegnata alla Foiba di Basovizza si traduce in tal senso: “ Non mi illudo che Giorgia Meloni interferisca con la Procura di Roma – ribadisce Eza Zukar – il mio era piuttosto un nuovo segnale su una vicenda che rischia di essere insabbiata e di restare nel silenzio nonostante la necessità di nuovi accertamenti”. Una cosa è invece certa: “Quanto fatto durante la Giornata del Ricordo non resterà isolato – chiosa Eva Zukar – Continuerò a combattere per dare giustizia a mio nipote Wolfrang”.

[f.c]

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