17.02.2024 – 07.01 – La rivoluzione delle onde radio è stata oggigiorno dimenticata; tuttavia quant’è oggi normalità, era un tempo magia. Trieste gioca in questa storia tecnologica un ruolo conferito dalle vicende del panfilo Elettra di Guglielmo Marconi e dalla nascita della prima Radio di Trieste, negli anni Trenta la seconda stazione d’Italia per potenza di trasmissione.
Guglielmo Marconi aveva proposto, nel 1924, l’Unione Radiofonica Italiana; seguì poi nel 1927 l’Ente Italiano Audizioni Radiofoniche (EIAR) che riuscì a dare attuazione al progetto con una prima stazione trasmittente a Roma da 25 kw e alcune piccole stazioni a Genova, Firenze, Padova e Torino. Le stazioni principali rimanevano però a Roma, Milano e Napoli.
La radio di Trieste, con gli studi collocati nella ‘nuova’ Piazza Oberdan n. 5 e la stazione trasmittente sulla collina di Monte Radio presso l’odierna Gretta, si configurò fin dall’inizio come una stazione ‘monstre‘, capace di rivaleggiare con la capitale romana. La trasmittente si componeva di due alti torri a traliccio metallico di 80 metri, saldamente assicurate alla base per sfidare i più imponenti venti di Bora, mentre l’intera struttura era rivestita di alluminio per brillare nel cielo.
La stazione, con potenza di 15 kw, poteva essere sentita entro 20 km dalla città con semplici apparecchi auto costruiti a galena e, al di fuori di questo raggio, con le prime radio a valvole. Le trasmissioni si spandevano sino a Gorizia, Udine, spumeggiavano fino a Treviso, a Padova, a Venezia, a Belluno; e guardando invece all’oriente riecheggiavano a Pola, Fiume, l’Istria intera.
Vicenda poi grama, nei decenni a seguire, quella della Radio di Trieste; divenuta organo di propaganda durante la seconda guerra mondiale, fu ribattezzata in Radio Litorale Adriatico durante l’occupazione tedesca. Trasformata, durante l’occupazione titina, in Radio Trieste Libera/ Radio svobodni Trieste, passò infine alla gestione del governo militare alleato.
L’inaugurazione della stazione di Trieste avvenne il 28 ottobre 1931, alla presenza di Umberto di Savoia e di Maria José del Belgio; fu quest’ultima a tagliare il nastro simbolico con forbici d’argento. La stazione intonò, quale sua prima trasmissione, i rintocchi delle campane di San Giusto. Seguirono i messaggi inaugurali della prima annunciatrice della stazione, la regale Jolanda Sivizzini-Rottini, del Podestà di Trieste Giorgio Pitacco e, va da sé, gli inni nazionali. E infine un concerto di musica italiana moderna, a cura dell’orchestra dell’EIAR diretta dal M. Amfiteatroff.
Il Piccolo: edizione del mattino del 28 ottobre 1931 descrisse nel dettaglio la stazione di Monte Radio, lodandola “per le semplici ed eleganti linee moderne che gli danno in certo modo il carattere di un fortino“.
L’impresa Fornasir, responsabile dell’edificio, aveva allora già realizzato a Trieste la nuova Stazione marittima al Molo Bersaglieri, il “palazzo dei telefoni in piazza Oberdan” e avrebbe, a breve, realizzato l’idroscalo. In realtà Radio Trieste non ebbe la sua prima trasmissione il 28 ottobre, ma ancora prima; il 2 agosto infatti la musica di un grammofono venne “lanciata negli spazi eterei con straordinaria potenza: Radio Trieste aveva parlato per la prima volta”. Alla prova tecnica ne seguirono molte altre nei giorni successivi; musica e dizioni di parole che non di meno eccitarono le fantasie dei triestini, le cui case “si popolarono di apparecchi a galena d’ogni specie, di ogni misura e d’ogni fabbricazione e fin dalle più lontane contrade giunsero alla nuova trasmittente gli elogi e le relazioni entusiastiche degli italiani e dei radioamatori d’ogni paese”.
Si ricorda, dal giorno dell’inaugurazione, il discorso del Podestà Giorgio Pitacco che impressionò largamente un pubblico pur abituato al lessico roboante di D’Annunzio e dei suoi imitatori: “S’irradierà da qui l’armonia che canta dinanzi al riso della natura mai stanca; s’irradierà il ritmo di suoni che conforta il cuore assetato di melodia e di pace; s’irradierà l’annuncio delle luminose conquiste della scienza e dell’arte”.
[z.s.]


