Repini, Richetti e Rossi. Il dibattito infuocato sulla violenza sulle donne in Consiglio

31.01.2024 – 12:00 – “Continuità e potenziamento dei servizi delle reti dei centri antiviolenza. Promuovere interventi volti a sostenere l’autonomia economica e psicologica delle vittime di violenza contro le donne. In Italia muore 1 donna ogni 3 giorni per mano di un uomo.” È questo il contenuto della mozione presentata lunedì in Consiglio Comunale a Trieste dalla consigliera Repini (PD). A sostenere tali richieste anche la consigliera Richetti (M5S) che con dure affermazioni ha accusato l’attuale Giunta di non dare importanza a questa problematica: “Nel documento unico di programmazione del Comune di quest’anno manca completamente la parte che riguarda le azioni di prevenzione della violenza sulle donne. Cosa a mio avviso molto ma molto grave, è un segnale. L’unica attività che viene riportata è un’attività ordinaria di realizzazione di progetti per promuovere la cultura del rispetto alla partecipazione paritaria, ma che è assolutamente generico e riduttivo.” Una coalizzazione di tutta l’Opposizione quindi, che si è innalzata a più voci, con toni alquanto accesi e indignati. Tra i protagonisti, i consiglieri Barbo, Kakovic, Laterza, Nicolini e Pucci. Subito pronta la risposta della Maggioranza, che non ci sta: “Siamo un po’ stufi di ascoltare questi dati che vengono strumentalizzati da decenni ormai.”

Dichiara il consigliere Rossi: “I dati dell’Istat, che sono quelli ufficiali, si parla chiaro, negli ultimi vent’anni i femminicidi sono calati in maniera drastica. Basti pensare che nel 1992 in Italia c’erano 1.275 omicidi chiamamoli di genere femminile, però il punto non è la questione femminicidio perchè ci sono anche maschicidi il punto è condannare la violenza nella sua complessità, anche a Trieste”. “Da parte della sinistra, ogni anno, si continua a far leva su questa tematica. Dobbiamo vedere se parliamo di numeri, qual è la realtà di fatto. In Italia c’è stato un cambiamento culturale. Il problema è ben altro, parliamo di sicurezza pubblica. Se uno gira per le città di notte e non c’è presidio e non c’è sicurezza è ovvio che si ha paura, ma il timore ce l’ha sia una donna come anche un uomo da solo in certe zone di certe città italiane, anche nella nostra regione, alcuni quartieri non li frequenti più.” Discorso che ha infuocato ancora di più gli animi dell’Opposizione: “Non si può neanche transigere non si può ricevere in quest’aula dichiarazioni come ‘l femminicidio è una strumentalizzazione politica io lo trovo una cosa assurda”, dichiara il consigliere Nicolini.

[c.v.]

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