17.12.2023 – 08.30 – Il Senato della Repubblica ha accolto nei giorni scorsi la proiezione del docufilm Antonio Santin Defensor Civitatis, diretto da Valeria Baldan e Giovanni Ziberna, realizzato da Spazio Libero insieme a Venice Film con il contributo dell’Anvgd e del Centro di Documentazione Multimediale della cultura giuliana, istriana, fiumana e dalmata e dedicato al presule di Trieste e Capodistria dal 1938 al 1975.
Fondamentale, in tal senso, la collaborazione del Senatore Maurizio Gasparri, da sempre vicino alle tematiche riguardanti gli esuli. La proiezione è avvenuta nella Sala Zuccari, dopo il messaggio di saluto del presidente nazionale dell’Anvgd Renzo Codarin e di quello della Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati, Giuseppe de Vergottini. Impossibilitato a presenziare causa un sopraggiunto impegno istituzionale, Gasparri ha comunque inviato un videomessaggio di saluto in cui ha ricordato quanto la figura di Antonio Santin sia stata importante nella storia di Trieste, di cui l’anno prossimo si celebreranno i 70 anni del ritorno all’amministrazione italiana dopo il Governo Militare Alleato.
Erano inoltre presenti alla proiezione fra il pubblico il presidente della Società di Studi Fiumani Gianni Stelli, il direttore dell’Archivio Museo Storico di Fiume Marino Micich, la presidente della Società Dalmata di Storia Patria Rita Tolomeo, il dirigente dei Giuliani nel Mondo Roberto Sancin, il presidente del Fogolar Furlan di Roma Francesco Pittoni, il presidente dell’Associazione Fiumani Italiani nel Mondo – Libero Comune di Fiume in Esilio Franco Papetti, il Senatore Andrea De Priamo, nonché le docenti del Dipartimento di Italianistica dell’Università di Fiume Corinna Gherbaz-Giuliano, Gianna Mazzieri-Sanković ed Iva Peršić. Donatella Schürzel, presidente dell’ANVGD Roma, ha collaborato in qualità di storica alla realizzazione del documentario e nel suo intervento ha quindi illustrato parte dei contenuti, soprattutto con riferimento alla biografia del prelato, a partire dalle sue umili origini rovignesi per giungere al travagliato dopoguerra giuliano, passando per i suoi primi passi nella carriera sacerdotale quale parroco a Pola e giovanissimo vescovo di Fiume.


