eSport, quale futuro in Italia? L’esempio (giuliano) di GSTeam

12.12.2023 – 07.01 – C’è anche un triestino in uno dei team di giocatori, nell’ambito degli eSport, più agguerriti d’Italia. Si tratta del coach e player del team di Fortnite Andreshawn Piazzi e del gruppo GSTeam, nato dal 2018 per portare a livello professionale gli eSport in Italia. Un ambito sportivo, in altri paesi, in fiorente sviluppo, un’industria ludica riconosciuta a tutto tondo; eppure che in Italia ancora fatica, nonostante le tante giovani leve. GSTeam proprio nell’ultimo periodo ha tenuto un play off del campionato di Valorant, riscuotendo un ottimo successo sul server del team, da tempo in costante crescita. 
Trieste news è discesa tra il silicio e i processori del GSTeam, onde approfondire uno sport sottotraccia in rapido sviluppo, ma pressoché ignorato dai media tradizionali.

GSTeam allo stadio attuale si compone del direttore Roberto Placci, in arte Scratt, con alle spalle una lunga esperienza nel campo dell’organizzazione di tornei ed eventi a tema eSport; e due diversi team, ormai rodati, rispettivamente per il gioco per eccellenza dell’eSport, ovvero Valorant, e il più noto Fortnite. Essendo giochi di squadra il coach ha tanto il ruolo di formare i giocatori, quanto di dirigerli nel gioco, di coordinare gli sforzi del team per la vittoria.
“Stiamo cercando nuovi giocatori anche per Rainbow Six” ha spiegato Andreshawn “attualmente abbiamo due team ben consolidati e vi sono sempre più persone che si propongono come giocatori e che seguono le partite dietro invito sul server”.
Ma qual è l’età minima per essere un giocatore di eSport? E quando si diventa troppo anziani? Il coach e player Matteo Biagiotti, in arte Dragon, ha risposto che “l’età minima è sedici anni e in generale si viene ritenuti troppo anziani dopo i venticinque anni. Vi sono naturalmente giocatori trentenni ancora formidabili, ‘veterani’ del settore”. Come d’altronde in ogni genere di sport; Novak Djokovic docet.
“Stiamo lavorando, con GSTeam, per una Accademy rivolta agli under 16, ai giovanissimi” aggiunge Andreshawn. L’eSport è infatti vietato ai minorenni, vi si può accedere e gareggiare solo dai 16 anni in su. Di nuovo, come per tanti sport blasonati.

E il paragone con gli sport in presenza prosegue, perché nell’ambito imprenditoriale “si sottovaluta quanti soldi possono girare dietro un torneo” spiega Biagiotti “basti pensare che la squadra femminile vincitrice dei Valorant Game Changers Championship 2023, campionato internazionale disputato a San Paolo in Brasile, la ‘Shopify Rebellion’, si è aggiudicata un monte premi di 20mila euro. Senza considerare gli introiti dagli sponsor”.
Ma come si può prendere contatto e, dalla prospettiva di un giocatore di sport elettronici, farsi conoscere nel panorama dell’eSport? Dopotutto, al di fuori di Multiplayer e Tuttosport, la copertura mediatica è pressoché assente. “Ci si muove con dirette Twitch, con lo streaming in generale. Si acquisisce di volta in volta popolarità, raccogliendo seguito e sponsor. Così hanno fatto giocatori di spicco italiani; ad esempio Giorgio Calandrelli, in arte ‘Pow3r‘. Certo, lo sport elettronico è ancora un tabù; Le Iene lo avevano fatto conoscere alla popolazione italiana con un reportage, però incentrato solo sul torneo di calcio FIFA, trascurando ogni altro gioco”.
Nell’ambito dell’azione di GSTeam il successo maggiore è stato, nell’ultimo periodo, organizzare un torneo semi professionistico, con la partecipazione di team esteri; vi era una squadra portoghese, un’altra russa. In generale onde crescere, all’interno di questa professione, occorre “puntare su un server riconosciuto in Italia” spiega Andreshawn.
Ma qual è l’equivalente di un goal o di un ‘canestro’ nel mondo degli eSports? I giocatori di GSTeam hanno raccontato diversi episodi; ad esempio quando “stavamo perdendo davvero malamente, 10 a 5, ma il discorso incoraggiante del coach ha risollevato le sorti, è stato un ‘si può fare’ che ci ha permesso di vincere”. In particolare “quando il giocatore Thomas Rotaru, in arte Rias, l’ha trasformata in un 13 a 10”. Un capovolgimento delle sorti della partita, “un momento da brividi, era come se già avessimo vinto la premier” e ciò “ci ha dato una carica pazzesca, una scarica di adrenalina degna di una corsa dei 100 metri”
Ci si potrebbe allora domandare, per chi non è avvezzo agli eSport, come e dove si svolgano. Solitamente, hanno spiegato i giocatori di GSTeam, i campionati si svolgono in LAN, cioè in un’unica sede coi propri computer connessi via cavo, solitamente cinque schermi; oppure per qualificazioni e premiere di grandi dimensioni si gioca ciascuno dalla propria casa. Naturalmente vi sono poi gli scenari di alto livello; i campionati statunitensi, le finali nella Sud Corea, svolte in appositi stadi, alla pari degli sport ‘fisici’.

Il direttore Roberto Placci ha inoltre delineato il percorso odierno di GSTeam, iniziato nel lontano 2018; particolare sforzo è stato rivolto, fin dalle prime fasi, verso l’obiettivo di raggruppare player di livello, nel contempo aiutando anche nuove realtà del gaming a crescere. Nel 2020 la struttura organizzativa e la stessa infrastruttura digitale sono state ricostruite da zero, consentendo nel 2022 di avere il primo campionato interno al server, il quale a sua volta ha trainato il traffico su Twitch. Ora, per il 2024, lo sguardo si appunta sull’ipotetica trasformazione in società e il passaggio ai primi sponsor. In generale, ha rimarcato Placci, “si pensa in grande”, ma si preferisce sempre “procedere con cautela”.
Sotto il profilo del gaming, invece, GSTeam intende organizzare nuovi tornei interni al server, con l’obiettivo di “rendere tutti partecipi, anche coloro che non fanno parte della community, i curiosi che giungono ogni giorno”. L’obiettivo è avere una salda base di giocatori e fan, prima di procedere col cambio societario. D’altronde ciò è anche un riflesso dello stesso scenario degli eSport in Italia, composto da “tante piccole realtà strutturate in maniera molto diversa – spiega Placci – con tante persone che purtroppo si improvvisano, senza la necessaria professionalità”.

La forza di GSTeam, hanno concordato in conclusione direttori, coach e giocatori, è che “noi siamo un gruppo molto più coeso”. Infatti “c’è un senso di amicizia assente in altri server” ha riassunto Andreshawn.

Il team attuale di GSTeam si compone, per la squadra di Valorant da Matteo Biagiotti (alias Dragon), Thomas Rotaru (Rias), Christian Trama /Chris), Lorenzo Marino (Norima), Thomas Piazzalunga (Yukio), Benedetto Panarello (Kronos); per la squadra di Fortnite da Andreshawn Piazzi (in arte Shawn) Francesco Cianciulli (Astro), Oleksandr Gelych (Blurfire), Bryan Mondi (Kage), Katriel Ingallinera (Darkylu), Alessandro Biasini (Biaso). Direttori del GSTeam Marko Zannoni (in arte Talos) e Roberto Placci (Scratt). 

L’invito al server: https://discord.gg/BGCBKF8YjW

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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