L’esodo giuliano-dalmata al Museo del Novecento di Mestre

03.12.2023 – 08.30 – Aumenta sempre più l’interesse nel resto d’Italia per l’esodo del dopoguerra da Istria, Fiume e Dalmazia e per le vicende del Confine Orientale. Un’altra testimonianza in tal senso viene da Mestre, dove venerdì al Museo del Novecento “M9” è stata inaugurata la nuova mostra temporanea intitolata “La Frontiera Adriatica”. Dedicata alle scuole secondarie di primo e secondo grado, affronta la storia dell’esodo giuliano-dalmata, e sarà visitabile fino al prossimo giugno. L’esposizione è estremamente funzionale ai temi che affronta il museo, che proprio il primo dicembre ha festeggiato i primi 5 anni di vita, all’interno del quale è presente un’esposizione permanente con un approfondimento sui grandi temi del presente e degli ultimi 120 anni.

La rassegna temporanea inaugurata venerdì dal titolo “La Frontiera Adriatica” è stata prodotta in collaborazione con le associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati e grazie al sostegno dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani Fiumani e Dalmati. «Abbiamo voluto presentare questo progetto nel giorno del quinto anniversario dall’apertura di M9 per il significato che riveste nel percorso di crescita del Museo – ha dichiarato Michele Bugliesi, presidente della Fondazione di Venezia, realtà che gestisce il museo – che ora si consolida ulteriormente, qualificandosi sempre più per la sua capacità di intercettare i temi rilevanti per il presente e per le nuove generazioni». Presente all’inaugurazione dell’esposizione anche la dirigente del dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito, Caterina Spezzano, che da sempre propone l’inserimento nella didattica nazionale della complessa storia del Confine Orientale. «Una storia che è iniziata ad entrare nelle scuole nel 2009. Si tratta di una vicenda che il Ministero non poteva continuare a lasciare al buio e grazie alle associazioni di esuli tanto è stato fatto da allora. Grazie ad allestimenti come questo la storia della frontiera adriatica avrà maggiore efficacia nella sua spiegazione. È la storia emblematica di italiani che scelsero di rimanere in Italia affrontando tutto quello che ha caratterizzato l’esodo e il post-esodo». 

Il presidente dell’Anvgd, Renzo Codarin, ha voluto ricordare quanto è stato fatto negli ultimi vent’anni sul tema dell’esodo, da quando cioè è stata approvata la legge del Ricordo. «Una legge – ha ricordato – istituita nel 2004 e votata dal 96% del Parlamento. Dal 2009 collaboriamo con il Ministero dell’Istruzione che a prescindere dal colore dei governi ha sempre spinto per parlare sempre più del tema che, trattato sempre poco nelle scuole, ma grazie a un lavoro di squadra la situazione è cambiata molto negli ultimi anni. Grazie ad installazioni come questa anche le giovani generazioni sono più preparate sull’argomento delle foibe e dell’esodo rispetto a quelle precedenti, come testimoniato dai sondaggi che abbiamo realizzato. Recentemente lo Stato italiano ha rimodulato la legge del Ricordo inserendovi stanziamenti per effettuare dei “viaggi del ricordo” i quali ci piacerebbe che passassero per il Museo del Novecento di Mestre prima di venire a visitare Trieste e l’Istria». 

Infine il presidente del consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, ha definito il Museo M9 «un vero laboratorio di contemporaneità. Non sfugge in tal senso la valenza e le prospettive del laboratorio di “Frontiera Adriatica”, un ruolo che ha grande valenza culturale, didattica e rappresenta un punto di partenza per un museo diffuso. L’esempio che giunge da questo progetto è quello di dimostrare come da sempre l’alto Adriatico unisca culture e popoli».

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