31.12.2023 – 09.00 – Siamo a poche ore dalla fine dell’anno, un 2023 che, come e ancor di più dell’anno che lo ha preceduto, è stato caratterizzato da guerre in tutto il Mondo. E proprio le guerre, oltre ad altri aspetti come le pandemie o la crisi climatica, è uno dei fattori che esprimono il concetto di “Orologio dell’Apocalisse”. Con questa formula, però, non va inteso alcun tipo di calendario astronomico scolpito in qualche tempio azteca o nessun manufatto in grado di controllare lo scorrere del tempo e neanche una qualche reliquia dai poteri sovrannaturali. L’Orologio dell’Apocalisse però esiste, ed è stato creato nel 1947 dal Bulletin of the Atomic Scientists, un’organizzazione no-profit fondata nel 1945 da Albert Einstein e dagli scienziati dell’Università di Chicago che hanno contribuito a sviluppare la prima bomba atomica nel Progetto Manhattan. Tutto ebbe inizio per effetto dei crescenti timori di una corsa agli armamenti nucleari potenzialmente catastrofica tra Stati Uniti e Unione Sovietica, dalla sua creazione l’orologio del Giorno del giudizio è stato ripristinato venticinque volte.
A oggi l’ora è fissata sulle 23 e 58 minuti, ovvero siamo a due minuti soltanto da quella che volgarmente viene definita la “fine del mondo”. Rispetto ad inizio anno le lancette sono ritornate indietro di 30 secondi, quando il Bulletin of the Atomic Scientists aveva stabilito che all’Apocalisse il mondo era distante solamente 90 secondi. Il timore c’è per quello che sarà il prossimo aggiornamento, calendarizzato per la fine di gennaio quando, a detta dei responsabili del Bulletin, «ci sarà spazio per delle revisioni finali». Molte, infatti, sono le questioni critiche “sul tavolo”, dagli attuali sviluppi della guerra in Ucraina al conflitto tra Israele e Gaza, dalla crisi climatica all’intelligenza artificiale, la proliferazione delle armi nucleari, le minacce biologiche…
Sembrano lontanissimi i tempi in cui l’Orologio segnava le 23.43, quando cioè alla mezzanotte dell’umanità mancavano ben 17 minuti: ciò avveniva nel 1991, dopo il culmine della Guerra Fredda e la firma del Trattato sulla riduzione delle armi strategiche da parte di Stati Uniti e Unione Sovietica. Negli ultimi anni l’escalation: nel 2020 con il Coronavirus il tempo limite fu fissato a due minuti, per poi tornare ai 100 secondi del 2022. Prima dei due minuti di oggi (e dei 90 secondi di 11 mesi fa), solo in altre due occasioni è stata raggiunta la distanza minima dell’orologio: una tra il 1953 e il 1960 e poi tra il 2018 e il 2020.


