02.11.2023 – 18.04 – Si tratteggia la linea d’azione. I tecnicismi verranno poi. Il vertice trilaterale tra i ministri dell’Interno di Croazia, Italia e Slovenia si conclude con la promessa di una collaborazione multilaterale, che prevede pattugliamenti misti in tutti e tre gli stati, anche al confine croato più estremo. Schengen è sospeso da poco più di dieci giorni, precisamente dal 21 ottobre. Ed è una data certamente curiosa considerato che la primissima interruzione, quella del 2006, avvenne proprio il 21 ottobre. In questi dieci giorni sono state 19mila le persone controllate in Italia, 10mila i veicoli, dieci le persone arrestate per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e trentacinque denunciati. Ma non si tratta solo di immigrazione, fanno sapere i ministri. Spaventa anche Hamas: la presenza sul territorio croato delle forze di polizia è stata potenziata, la Slovenia ha alzato il livello di allerta e l’Italia ha attivato le prefetture per presidiare gli obiettivi sensibili.
Per quanto Matteo Piantedosi l’abbia definita una “discussione concreta” l’impressione ascoltando le parole dei ministri è che la situazione sia ancora in divenire: si sono tracciati rotta e obiettivi, ma ancora nulla di operativo è stato definito. Proseguirà il lavoro che le pattuglie miste hanno svolto in questi giorni e, per la prima volta, si è parlato di brigate miste: “Il termine consolida l’esperienza dei pattugliamenti che già esistono – ha precisato Piantedosi – le rilanciamo e le rediamo stabili”. Come detto le “modalità sono da definire” aggiunge il titolare degli Interni “secondo alcune valutazioni operative. Prevediamo anche la presenza di personale di Polizia dei tre paesi sui tre territori. Tutto verrà valutato e modulato sulla base della gravità del fenomeno”.
Come si può ben immaginare, dall’altra parte della bilancia c’è la questione della libera circolazione delle persone, assieme ai rapporti (che ci si augura rimangano buoni) tra sloveni, italiani e croati. Non pare per ora un problema: “Un’ottima idea quella di Piantedosi per approfondire gli aspetti della collaborazione tra i tre ministeri – spiega Boštjan Poklukar, ministro degli interni sloveno, a margine del vertice – La sicurezza dei Balcani occidentali è quella dell’UE. La minaccia terrorismo è elevata e dobbiamo essere pronti”. Ma come? Poklukar propone aggiornamenti mensili tra le forze di polizia rafforzando il formato trilaterale.
Sfide trasfrontaliere, che non si possono affrontare in maniera disgiunta. Il classico caso di unione che fa la forza, insomma. Anche di quella forza che solitamente rimane celata. “Con la collaborazione dei servizi segreti desideriamo avere uno scambio di informazioni tra i tre paesi – ha detto Davor Božinović, ministro degli interni croato – Vogliamo che le nostre esperienze vengano condivise con i paesi che si trovano lungo la rotta balcanica occidentale, in modo tale da essere preparati e trasmettere un messaggio positivo ai cittadini”.
Ma potenziare significa, ovviamente, dispiegare una quantità di forze maggiore, numericamente parlando. È difficile gestire l’ordinario “retro-valico” con un dispiegamento di agenti “non adeguato” per il SAP, il sindacato autonomo di Polizia: “Temevamo che il numero di agenti dispiegati sui confini potesse ricadere sulla gestione del personale, cosa che si sta verificando in questi primi dieci giorni”, si leggeva in una nota del 31 ottobre diramata dalla sigla. Nulla da temere, sono in arrivo “trecento unità delle tre forze di Polizia – ha rassicurato Piantedosi – Risorse aggiuntive riaspetto ai normali dispositivi di controllo generale. Ne manderemo altri anche ai valichi secondari che ora non sono controllati”. Oggi si è riunito pure il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica e, con le autorità locali, si è parlato non solo delle problematiche legate all’organico ma anche della logistica che riguarda la posizione di questi valichi secondari: il Carso non è una terra semplice. Ad ogni modo “gli incontri tecnici dovrebbero iniziare nei prossimi giorni”, promette Fedriga.
Intanto Luca Ciriani, in un’Ansa, ha comunicato che la sospensione di Schengen è stata prorogata dal 31 ottobre per altri venti giorni. La durata dipenderà dall’evoluzione degli scenari internazionali.
mb.r


