Piantedosi a Trieste. Stretta sulla rotta balcanica, ‘Più riammissioni e pattuglie miste’

14.01.2023 – 16.55 – Aumento degli arrivi dalla rotta, riammissioni, collaborazione tra le forze di polizia italiane, slovene e croate. “Un incontro proficuo”, a detta dello stesso ministro dell’interno Matteo Piantedosi, quello di oggi al palazzo della prefettura, che vuole essere la dimostrazione di come a Roma il Governo sia “tutt’altro che lontano dal problema”. Nel 2022 si sono registrati fino a 12mila 500 arrivi, quasi il doppio rispetto al 2021. Famiglie con bambini, uomini, donne, giovani adulti: la gran parte di nazionalità afghana o pakistana. L’occasione per ricominciare a parlare della rotta è stata la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, al quale hanno preso parte il governatore Fedriga, Roberto Dipiazza e il nuovo prefetto Pietro Signorello, l’assessore Pierpaolo Roberti e la sottosegretaria Vannia Gava. Assieme a Piantedosi poi, il ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. Tra i temi affrontati proprio quello delle riammissioni. “Non mi risulta siano mai state dichiarate illegali – afferma Piantedosi – Riteniamo sia uno strumento perfettamente in linea con quelle che sono le normative europee e internazionali. Ci sono già proficue iniziative di pattugliamento congiunto che condividiamo con soddisfazione con la Slovenia che vogliamo mantenere, rafforzare e rilanciare. Con il supporto anche di alcune tecnologie che possano ottimizzare l’impiego delle risorse umane rispetto al lungo tratto di confine”. Insomma, il segnale che vuole lanciare Piantedosi, come confermato anche da Fedriga, è la volontà di “alleggerire, raccogliere le idee e dare una mano”. 

Fratelli d’Italia, che per primo aveva sollevato la questione della rotta balcanica, era presente in prefettura con una delegazione: Matteoni, Giacomelli, De Blasio; persino Scoccimarro. Luca Ciriani, ha commentato anche la situazione sollevata nei giorni scorsi dal gruppo PD regionale: quella del CPR di Gradisca. “Abbiamo avuto un incontro molto cordiale con la sindaca di Gradisca che ci riferisce una situazione non più tollerabile, e si tratta di un’amministratrice di centrosinistra – precisa – il problema va affrontato in maniera seria, pragmatica, realistica: non è possibile immaginare che a Gradisca ci siano 600 ospiti stranieri su una popolazione di 6mila abitanti”.  

Non si è fatta attendere la risposta di ICS. Quelle del ministro degli Interni sono dichiarazioni “di un’inaudita gravità per chi svolge una funzione istituzionale che dovrebbe essere a presidio della legalità”, considerato che, stando a quanto dichiarato dal Consorzio di solidarietà, nel 2021 l’allora ministro Lamorgese aveva riconosciuto – seppur a denti stretti – “l’illegalità delle riammissioni dei richiedenti asilo avvenute in precedenza sulla frontiera italo-slovena”. 

Soddisfatto invece il SAP, per il quale la presenza del ministro oggi a Trieste rappresenta un primo passo oltre a “un segnale importante che va in controtendenza con il silenzio assordante di questa estate”. 

Nelle prossime settimane sono previsti gli arrivi del sottosegretario alla giustizia Delle Vedove e del ministro degli esteri Tajani, per l’organizzazione in città di una conferenza sui Balcani. 

mb.r

[Una versione precedente di questo articolo conteneva informazioni errate o parziali. È stato oggetto di rettifica in data 16 gennaio 2023]

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