15.11.2023 – 12:35 – Nel corso di una recente seduta della V circoscrizione di Trieste, i capigruppo di opposizione Barbara Chiarelli (Adesso Trieste), Carlo de Donato (Partito Democratico) e Luca Gojak (Punto Franco) hanno manifestato il loro forte dissenso nei confronti del progetto di ridimensionamento delle scuole cittadine, in particolare per quanto riguarda l’Istituto Comprensivo Bergamas. L’annuncio del provvedimento è stato effettuato dall’assessore alle Politiche dell’educazione Maurizio De Blasio durante un’audizione. Secondo i capigruppo, la decisione di separare l’Ic Bergamas avrà un impatto negativo su San Giacomo, privandolo di un presidio manageriale fondamentale per gestire in modo adeguato un territorio caratterizzato da una complessa multiculturalità e la presenza di numerosi nuclei familiari socialmente ed economicamente fragili, con un alto numero di alunni seguiti dai servizi sociali. Inoltre, non si può ridurre tutto a, come detto da De Blasio “un compromesso“. Le scuole coinvolte nel ridimensionamento sono la scuola dell’infanzia e la primaria Duca d’Aosta, che saranno inglobate nell’Ic Campi Elisi, mentre la primaria Slata-per e la secondaria di primo grado Bergamas diventeranno parte dell’Ic Tiziana Weiss.
Gli esponenti dell’opposizione sostengono che: “Non rispetta i criteri di omogeneità territoriale e coerenza logistica che devono essere alla base della determinazione dei Comprensori Scolastici”. Contestano inoltre il mancato coinvolgimento effettivo del territorio nella decisione, sottolineando la mancanza di una vera condivisione con la comunità. In un coro-appello che attraversa le comunità, gli organi collegiali, i docenti, gli alunni, il personale ATA, le famiglie e i dirigenti scolastici, emerge una voce unificata di preoccupazione. I Capigruppo nel Consiglio della V Circoscrizione, concludono nella nota “Auspichiamo che i competenti organi Comunali e Regionali, valutando in modo appropriato le esigenze della città di San Giacomo, riesamino tale provvedimento”.
Con “dimensionamento scolastico” si fa riferimento a un procedimento attraverso il quale la Regione opera ogni anno la razionalizzazione e programmazione della propria rete scolastica. In ambito nazionale, infatti, già nella legge di bilancio del 2023, durante il governo Meloni, erano state generate diverse polemiche con i governatori regionali. Il piano prevede anche la chiusura delle scuole che hanno meno di 900 studenti iscritti, con un conseguente taglio anche all’organico di Dirigenti Scolastici e DSGA. A sostegno di questa scelta c’è il ministro della Pubblica Istruzione, Valditara: “Sul tema del dimensionamento scolastico le scelte del dicastero vanno nella doppia direzione di mitigare gli effetti delle normative precedenti e osservare i vincoli dell’UE in attuazione del PNRR: non si può essere europeisti a corrente alternata”.
Il Collegio dei docenti respinge l’idea di soppressione, aggregazione o fusione delle scuole, evidenziando la sua fondamentale funzione di presidio pubblico nel territorio. Rosolino Cicero, presidente dell’ANCODIS, solleva l’allarme su possibili conseguenze negative per il prossimo anno scolastico e sottolinea la necessità di preservare la prossimità tra scuola e regioni, fondamentale per favorire l’inclusione dei soggetti fragili. La riflessione si amplifica, spaziando dal disagio locale alla preoccupazione per il destino complessivo della scuola italiana, posta di fronte a scelte che rischiano di compromettere irrimediabilmente il tessuto educativo del nostro paese.
[c.v.]


