Canone Rai, nel 2024 il costo scenderà da 90 a 70 euro

16.10.2023 – 15.40 – Il canone Rai a partire da gennaio 2024 costerà di meno. Ad annunciarlo il ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti, nel corso della conferenza stampa a palazzo Chigi, al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato la legge di bilancio 2024. Il prezzo, secondo quanto annunciato dal responsabile del dicastero, passerà da 90 a 70 euro l’anno. Attualmente il canone Rai è pagato tramite la bolletta della luce e, nonostante le ripetute proposte fatte nei mesi scorsi di spostarlo altrove facendo così seguito all’insistenza della Commissione Europea, il Governo non ha mai cambiato posizione e ha scelto di confermare il pagamento del canone secondo questa modalità.

Lo stesso ministro Giorgetti, nei mesi scorsi, aveva però abbozzato l’idea di passare dalla bolletta della luce a quella del telefono, dal momento che attraverso lo streaming i canali possono essere seguiti anche da dispositivi diversi dalla TV, come smartphone e computer. Il canone Rai continuerà pertanto ad essere rateizzato in dieci mesi, da gennaio a ottobre, ma la rata mensile passerà dagli attuali 9 ai 7 euro al mese, da 18 a 14 in caso di bollette bimestrali.

L’obiettivo è togliere il canone entro i prossimi 5 anni

Nella bozza del disegno di legge della Lega dal titolo “Modifiche al testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici in materia di servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale, riduzione e abolizione del canone di abbonamento e disciplina della società concessionaria del servizio pubblico” presentato in Senato, è prevista una progressiva riduzione dell’importo del canone Rai, con un taglio a cadenza annuale del 20 per cento, fino al suo totale azzeramento e anche la ridefinizione univoca del concetto di servizio pubblico, pensando anche a un nuovo canale interamente dedicato alla trasmissione di programmi e rubriche di promozione culturale, nel quale non possono essere trasmessi spot. La Rai, secondo quanto proposto dalla Lega in Senato, deve quindi cambiare volto, a partire dal canone che secondo il partito di Matteo Salvini «risulta oggi anacronistico e ingiusto, in quanto è dovuto per la semplice detenzione di apparecchi atti o adattabili a ricevere un segnale». Da qui l’idea leghista di prevedere un percorso che porterà entro 5 anni all’abolizione del canone.

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