Controlli ai confini. Vescovi di Gorizia, Trieste e Capodistria uniti nella critica

25.10.2023 – 12.03 – Non dall’opposizione politica, ma dal mondo ecclesiastico giunge la prima critica strutturata e completa alla chiusura dei valichi e generalmente dei confini tra Friuli Venezia Giulia, Slovenia e Croazia. Con un occhio particolare alle diverse comunità nazionali nei reciproci territori; da quella slovena a Trieste, all’italiana in Istria. Una separazione nazionale che la caduta dei confini aveva permesso di superare, di cancellare fino a qualche settimana addietro. Una nota congiunta dell’arcivescovo di Gorizia Carlo R. M. Redaelli, il vescovo di Trieste Enrico Trevisi e infine il vescovo di Koper/Capodsitria Jurij Bizjak commenta che “pur comprendendo le ragioni alle basi di queste decisioni degli Stati” tuttavia “non possiamo non ricordare – guardando alla storia di queste nostre terre – che le nostre popolazioni sono state capaci di trasformare le divisioni e le differenze culturali, linguistiche, storiche in occasione di memoria reciprocamente donata”.
Gli immigrati clandestini “che giungono nelle nostre terre percorrendo la rotta balcanica deve continuare per noi ad essere non motivo di preoccupazione ma stimolo a testimoniare ogni giorno, senza interruzione e con rinnovato vigore quella diakonia dell’accoglienza a cui siamo chiamati e di cui, come credenti, saremo chiamati a rendere ragione”.
La nota definisce il conflitto tra Israele e il gruppo radicale islamista di Hamas come un altro frammento di una “terza guerra mondiale combattuta a pezzi“, espressione a suo tempo utilizzata proprio nel Friuli Venezia Giulia da Papa Francesco nel 2014, all’interno della cornice di Redipuglia.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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