03.10.2023 -07:30 – Con i suoi oltre due centimetri di lunghezza l’ape cinese – nota anche come ape gigante della resina o, tassonomicamente, Megachile sculpturalis – sovrasta per dimensioni l’ape nostrana. Com’è facile intuire, si tratta di una specie aliena e invasiva che negli ultimi anni ha invaso il vecchio continente, ampliando il suo habitat a danno delle specie autoctone. Originaria di Giappone e Cina, nel tempo l’ape gigante ha colonizzato il Nord America e, più di recente, la popolazione è cresciuta anche in Europa, soprattutto in Spagna e Italia. La cosiddetta ape cinese non va tuttavia confusa con il calabrone gigante asiatico (Vespa mandarinia), altro imenottero invasivo proveniente da Oriente ed estremamente pericoloso anche per l’uomo.
Dopo i primi avvistamenti in Europa, l’ape cinese ha colonizzato diversi paesi continentali moltiplicandosi a un ritmo vertiginoso, tant’è che negli ultimi anni la sua presenza sarebbe decuplicata, almeno secondo quanto riportato da uno studio pubblicato sulla rivista Science of the Total Environment. In Italia le prime segnalazioni risalgono al 2009 mentre più recentemente la sua presenza in Europa è stata confermata a partire dal 2018, quando è stata identificata nella Penisola Iberica. Secondo alcuni studi recenti la proliferazione e la diffusione dell’ape cinese in Occidente sarebbe aiutata da fattori antropici come i trasporti marittimi e stradali.
I rischi che ne derivano riguardano soprattutto l’ecosistema. Pur trattandosi di un’ape solitaria e non costituendo alcun pericolo né per l’uomo né per l’agricoltura, la sua esplosione minaccia la biodiversità poiché potrebbe intaccare, direttamente o indirettamente (ad esempio diffondendo patogeni esotici) gli insetti autoctoni come l’apis mellifera. C’è poi un’incognita sugli effetti che la Megachile sculpturalis, essendo un impollinatore, potrebbe avere sulle specie vegetali. Gli esperti prevedono che la diffusione dell’ape cinese in Europa continui a crescere nell’immediato futuro, anche se è incerto quale sia l’effetto del cambiamento climatico sulla specie, che potrebbe soffrire l’aumento delle temperature.


