30.10.2023 – 11.52 – Consegnato sabato 28 ottobre in sala Ridotto del teatro Verdi di Trieste il premio Credit Agricole “Testimoni della storia” a Luciano Fontana. Il premio è stato promosso da Link Mediafestival in sinergia con Pordenonelegge. Il direttore del Corriere della Sera ha dichiarato di essere particolarmente orgoglioso e felice per il riconoscimento, il quale è sicuramente una ricompensa per l’impegno che il giornale pone sull’informazione mediante i suoi punti cardine: equilibrio, onestà e correttezza. Punti fondamentali soprattutto alla luce delle vicende che ci stanno segnando in questo momento. Lo scopo del direttore è che tutti gli italiano possano leggere un giornale che offra nuovi punti di vista e orizzonti, non uno specchio su cui ritrovare le proprie convinzioni.
Il Premio Testimoni della Storia festeggia quest’anno la sua 12esima edizione, introdotta dal direttore editoriale di Link Mediafestival Giovanni Marzini, alla presenza della responsabile Relazioni esterne Crédit Agricole Elisabetta Usuelli. A dialogare con il direttore del Corriere della Sera, dopo la cerimonia di consegna, Link ha chiamato una delle voci più note e autorevoli dell’informazione pubblica italiana, la corrispondente Rai da Parigi Giovanna Botteri. Proprio a Trieste è stata annunciata una prestigiosa novità che la riguarda, il conferimento della Legione d’Onore per meriti culturali da parte del presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron e che sarà consegnata entro quest’anno dall’architetto Renzo Piano.
Al centro della conversazione le tematiche attuali in rapporto al ruolo e al peso del racconto giornalistico: nelle ore in cui Israele ha avviato l’avanzata di terra a Gaza è inevitabile domandarsi come si possa raccontare quanto sta accadendo senza essere sul campo. Luciano Fontana punta sull’onestà intellettuale e sulle fonti provenienti direttamente dall’interno della Striscia, infatti se si fa con coscienza il proprio lavoro si può raccontare con imparzialità quello che sta succedendo. Parlando di terrorismo il pensiero corre all’abolizione di Schengen e alla chiusura delle frontiere di questi giorni. Il direttore ha commentato che le organizzazioni terroristiche strutturate non utilizzino l’emigrazione irregolare, quindi i barconi o la rotta balcanica, ma che ci siano piuttosto alcune persone entrate in questo modo che possono poi intraprendere percorsi di radicalizzazione. Ritiene dunque l’apertura delle frontiere motivo di orgoglio e impegno per costruire un’Europa unita e si augura che l’abolizione di Schengen possa essere superata a breve.
Si è trattato di un weekend ricco di spunti su cui riflettere, soprattutto nell’ambito dell’informazione sicura.
[a.d.d.]


