Riforma Valditara: ecco cosa cambia per gli studenti

19.09.2023 – 18:10 – È arrivato il via libera del Consiglio dei Ministri alla riforma Valditara, il disegno di legge che intende riorganizzare l’istituzione della filiera tecnologico-professionale e revisionare la valutazione del comportamento degli studenti. Quel che cambierà, se si dovesse arrivare all’approvazione definitiva da parte del Parlamento della riforma promossa dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, è la strutturazione degli istituti tecnici e professionali e i criteri di valutazione del comportamento degli studenti a scuola. La nuova “filiera formativa tecnologico-professionale” riguarderà istituti tecnici, istituti professionali statali, percorsi Ifts, IeFp regionale e Its Academy che saranno parzialmente rimodellati secondo una logica di “campus”.

Dopo una prima fase di sperimentazione che partirà dal 2024/25 la rivoluzione potrebbe riguardare fino al 30% degli istituti di questo tipo. L’intenzione, espressa dallo stesso ministro Valditara, sarebbe potenziare l’accessibilità al settore industriale e manifatturiero, che costituisce un settore cruciale per l’economia italiana, e “garantire agli studenti una formazione che valorizzi i talenti e le potenzialità di ognuno e che sia spendibile nel mondo del lavoro, assicurando competitività al nostro sistema produttivo”. I punti salienti della riforma Valditara sono cinque. La riduzione dei percorsi di studio dai cinque anni attuali a quattro, cui se ne possono aggiungere due ulteriori in particolari situazioni come (Its Academy), il potenziamento delle materie di base come italiano e matematica e dell’apprendistato formativo come l’alternanza scuola-lavoro, l’estensione della docenza a figure provenienti dal mondo del lavoro e l’introduzione di incentivi agli scambi internazionali o stage all’estero.

Se queste novità riguardano i percorsi formativi di ambito tecnico-professionale, la riforma Valditara introduce anche una stretta sulla cosiddetta “condotta” scolastica che riguarderà tutti gli studenti. Sarà ripristinato il voto in condotta in decimi anche alle medie che, se inferiore a sette, potrebbe comportare debiti da recuperare in educazione civica o persino la bocciatura in caso di insufficienza. Solo con il 9 o 10 sarà invece possibile raggiungere il massimo dei crediti scolastici che determineranno il voto finale di Maturità. L’obiettivo, spiega Valditara, è “responsabilizzare i ragazzi e restituire autorevolezza ai docenti” e al tempo stesso contrastare episodi di bullismo e atti di violenza a scuola. La riforma prevede inoltre la possibilità di sospensione dalle attività scolastiche per motivi disciplinari con annesse “attività di approfondimento sulle conseguenze dei comportamenti che hanno determinato il provvedimento disciplinare” e “attività di cittadinanza solidale presso strutture convenzionate con le istituzioni” per lo studente punito.

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