Recessione e turismo in calo, Croazia in affanno

09.09.2023 – 11.40 – La Croazia è a un passo dalla recessione. A rilevarlo è la Banca centrale croata (HNB) attraverso un report nel quale vengono segnalati i caratteri di un sostanziale rallentamento dell’economia del Paese balcanico, figlio di una situazione che attanaglia tutta l’economia europea. Tanto che la previsione di crescita del Pil croato per quest’anno è stata rivista al ribasso, passando dal 2,9% al 2,5%. A segnalarlo è La Voce del popolo di Fiume, che segnala anche come il tasso di crescita annuale rimane significativamente più alto della media europea, ma il rallentamento a livello europeo sta già avendo un impatto tangibile sulla Croazia. Ecco che, se questa tendenza dovesse persistere nel quarto trimestre, la Croazia potrebbe tecnicamente trovarsi in recessione. Situazione figlia di un calo significativo della produzione economica legata per l’appunto al calo del Prodotto Interno Lordo (Pil). Parallelamente al calo del Pil si registrano una crescita del tasso di disoccupazione e una contrazione dei redditi e delle vendite.

Arriva l’euro e scappano i turisti?

Sempre la Banca Centrale Croata segnala, confortata dai dati del settore di luglio e agosto, una flessione nel settore del turismo. Dati che però vanno in contrasto con quanto segnalato non più tardi di un mese fa dal quotidiano di Zagabria, Jutarnji List. «Secondo i dati in nostro possesso per i mesi centrali del periodo estivo – segnala la HNB – ovvero luglio e agosto, è stato registrato un lieve calo del numero di pernottamenti dei turisti rispetto all’anno precedente». Ed ecco che, dopo diversi mesi caratterizzati da un calo generalizzato nei consumi, l’inflazione torna a crescere. Il tasso inflativo della Croazia, sempre secondo la Banca Centrale Croata, è aumentato proprio nel periodo estivo, passando dall’8% a luglio all’8,5% ad agosto. Questo è principalmente dovuto all’incremento dei prezzi dell’energia (carburante, gas, energia elettrica), mentre l’inflazione di base (che esclude beni alimentari ed energia) è scesa dal 9,5% al 9,2%. Anche l’incremento dei prezzi alimentari è rallentato, passando dall’11,8% di luglio al 10,3% ad agosto, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

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