18.1’0.2020 – 08.45 – “Abbiamo bisogno dei fondi del MES. Ne abbiamo bisogno per sostenere un sistema sanitario provato dall’emergenza Covid19; ne abbiamo bisogno per tutelare meglio la salute dei cittadini e per sostenere i nostri medici, i nostri infermieri, i nostri studenti e i nostri insegnanti”. A chiederlo con forza è il partito liberale ed europeista, +Europa, di Emma Bonino e Benedetto Della Vedova, aderente all’Alleanza dei Liberali e Democratici Europei (ALDE), che sta promuovendo una mobilitazione in tutta Italia.
“Si tratta di 36 miliardi di euro per mettere in sicurezza scuole e ospedali, a condizioni economiche vantaggiose. Da aprile avremmo potuto chiedere e ottenere la linea di credito speciale, chiamata ‘Pandemic Crisis Support‘, messa a disposizione dal Meccanismo europeo di stabilità che ci avrebbe consentito di risparmiare fino a 500 milioni l’anno d’interesse per i prossimi 10 anni.
L’Italia avrebbe ottenuto risorse preziose per affrontare la cosiddetta seconda ondata crisi pandemica, ma il Paese oggi non ha né i soldi del MES né un vero progetto di riforma del sistema sanitario per meglio affrontare la nuova crisi in corso: il recente NADEF prevede solo 1,2 miliardi in più nel 2021 sulla sanità per affrontare il peggioramento della situazione in corso, lo stesso incremento annuale nel finanziamento riconosciuto al SSN dai governi precedenti, una cifra completamente inadatta alle esigenze.
Sarebbe conveniente? Sì. Il risparmio rispetto ad esempio al nostro tasso di interesse settennale di un punto percentuale l’anno significherebbe un risparmio di oltre due miliardi.
Perché allora l’Italia non sta accedendo a questi fondi, la cui unica condizionalità è che le risorse siano impiegate per spese legate alla pandemia in corso? Perché siamo ostaggio di partiti irresponsabili: della demagogia del M5S al governo che non vuole cedere un tema della sua propaganda antieuropeista alle opposizioni sovraniste di Lega e FdI.
Inoltre la sfida della pandemia sta dimostrando la necessità di uno sforzo corale dei paesi dell’Unione europea che deve tradursi in un piano comune. +Europa ha lanciato in proposito una petizione per trasferire all’UE il governo delle emergenze sanitarie transnazionali, costituendo una forza di intervento sanitario rapido e di protezione civile. Anche per tutelare meglio la nostra salute la soluzione è più Europa.
La petizione è stata sottoscritta da oltre 150 professori universitari, in gran parte afferenti ai settori di Malattie infettive, Biologia molecolare, Anestesiologia, Diritto dell’Unione europea e Diritto internazionale”.


